Nesta svela il retroscena su Ancelotti: «Gli invidio la sua serenità, io se perdo non parlo con nessuno» | OneFootball

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Milannews24

·24 avril 2026

Nesta svela il retroscena su Ancelotti: «Gli invidio la sua serenità, io se perdo non parlo con nessuno»

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Nesta, la leggenda rossonera si racconta a DAZN: il paragone con il suo ex allenatore e il difficile rapporto con le sconfitte

In occasione del traguardo dei 50 anni, festeggiati lo scorso marzo, Alessandro Nesta si è concesso una lunga e intima intervista ai microfoni di DAZN. Ospite del programma “Giorgia’s Secret”, condotto da Giorgia Rossi, l’ex pilastro della difesa del Milan e della Nazionale ha ripercorso le tappe fondamentali della sua straordinaria carriera, soffermandosi in particolare sul suo attuale percorso da allenatore e sul legame indissolubile con i colori rossoneri.

Uno dei passaggi più significativi e ironici dell’intervista ha riguardato il suo rapporto con Carlo Ancelotti. Nesta, che con il tecnico emiliano ha vinto tutto in Europa e nel mondo, ha analizzato con grande umiltà le differenze tra il suo modo di vivere la panchina e quello del suo mentore, svelando un lato del suo carattere molto competitivo e tormentato.


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Il desiderio di Nesta: rubare la calma di Re Carlo

L’ex difensore non ha usato giri di parole per descrivere la sua ammirazione per la gestione emotiva di Ancelotti, ammettendo di non essere ancora riuscito a replicare quel tipo di distacco necessario per affrontare i momenti difficili di una stagione.

IL RETROSCENA«Io non ho preso niente da Ancelotti: lui vince sempre e io l’anno scorso le ho perse quasi tutte. Non ho preso niente, mi sa (ride, ndr). Quello che vorrei avere è la sua serenità che ha e che trasmette: io non dormo quando ci sono le partite, se perdo sto chiuso in casa e non parlo neanche con mia moglie. La serenità che ha Ancelotti gliela invidio».

Queste dichiarazioni sottolineano quanto sia ancora profondo il legame emotivo tra Nesta e il calcio giocato, una passione che lo porta a vivere ogni sfida con un’intensità totale, spesso difficile da gestire nel privato. Per la leggenda del Milan, il percorso per diventare un grande allenatore passa anche dalla capacità di metabolizzare le sconfitte, cercando di emulare quella calma olimpica che ha reso il suo ex tecnico unico nella storia di questo sport.

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