Nicolini su Sampdoria: «Mandare via un allenatore bravo per un punto interrogativo è il vero problema» | OneFootball

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·18 mai 2026

Nicolini su Sampdoria: «Mandare via un allenatore bravo per un punto interrogativo è il vero problema»

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L’ex giocatore e allenatore Enrico Nicolini ha messo sotto la lente d’ingrandimento le scelte tecniche della società della Sampdoria: le parole

Enrico Nicolini, ex calciatore e allenatore, opinionista per Telenord, ha commentato la gestione tecnica della Sampdoria durante la trasmissione Forever Samp, soffermandosi sulla successione degli allenatori e sulle strategie di mercato legate alla panchina blucerchiata.

Nicolini ha proposto un parallelo con la storia del Catanzaro, club che ha vissuto tre promozioni in Serie A, con le prime due accompagnate da retrocessioni immediate.


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«Allora, alla terza promozione, con il papà di Matteo Sereni, il presidente decide di cambiare perché dice no, no, a sto giro cambio. Cambia e porta un allenatore di provata esperienza e venne Carlo Mazzone. E le cose fortunatamente andarono bene».

Critica alle scelte della Sampdoria

«Ma tu poi vai a prendere alla Sampdoria, con tutto il rispetto per Massimo Donati che io ho avuto il piacere di allenare, e poi prendi Foti eccetera, ora si parla di Mason che non conosce il calcio italiano allora non c’è più una logica».

L’ex tecnico sottolinea come mandare via allenatori che hanno fatto un lavoro solido, come nel caso di Evani lo scorso anno, e di Lombardo ora, per sostituirli con figure meno esperte o sconosciute crei instabilità e incertezza.

«Che cosa voglio dire? Che se prendi un allenatore di provate esperienze, che garanzie non ne hai in assoluto con nessun allenatore, per l’amor di Dio, però prendi uno che ha vinto il campionato, posso dire a Lombardo abbi pazienza, si cambia. Invece, proprio questo è il problema, che tu mandi via un allenatore che ha fatto un lavoro straordinario per due anni di fila».

L’invito alla riflessione in casa blucerchiata per il futuro

Nicolini chiude con un richiamo alla coerenza nella gestione della panchina e del progetto tecnico, evidenziando come il vero problema non sia la ricerca di un cambiamento, ma la scelta di sostituire figure affidabili con incognite: decisioni che rischiano di compromettere stabilità e continuità.

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