Zerocinquantuno
·27 février 2026
Non il miglior Bologna, ma non facciamo gli schizzinosi. Skorupski è tornato, Ferguson e Freuler no, Orsolini soffre l’esplosione di Bernardeschi (anche in chiave azzurra)

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·27 février 2026

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Bologna-Brann 1-0: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Dall’Ara.
PRO
Il passaggio del turno – Partiamo dalle cose importanti: l’obiettivo è stato centrato e il peggior periodo dell’anno è definitivamente alle spalle. A chi sta criticando la squadra anche dopo queste quattro vittorie consecutive vorrei dire di essere meno schizzinoso. Lo stato di forma non è quello di due mesi fa e non lo è nemmeno il gioco? Bene, l’abbiamo capito. Possiamo concentrarci sul fatto che il Bologna ha raggiunto gli ottavi di Europa League e viene da un poker di successi in fila, tre dei quali senza aver subito gol? Esaltiamo queste vittorie e questi momenti, a maggior ragione considerando quanto ci erano mancati!
I soliti noti più Skorupski e Joao Mario – Finalmente abbiamo ritrovato lo Skorupski che conoscevamo: di grande livello soprattutto la prima parata, quella sul tiro di Thorsteinsson in mischia. L’ho anche rivisto più sicuro nel gioco coi piedi, forse per la prima volta da quando è tornato dall’infortunio. Joao Mario è stata un’altra nota molto positiva, schierato sulla sinistra ha fatto bene al di là del gol e si sta rivelando un rinforzo importante. Poi ci sono le certezze Lucumí, Rowe, Bernardeschi e Castro: parliamo di giocatori che hanno risollevato il Bologna dalle recenti sabbie mobili, e che anche ieri hanno offerto prove convincenti.
CONTRO
I patemi nel primo tempo – Il Brann mi ha stupito positivamente, l’avevo già visto due volte e non mi aspettavo facesse quel tipo di partita, aggredendo alto e creando occasioni importanti. Il Bologna era più compassato perché non aveva l’obbligo di segnare, ma è stato addirittura sorpreso dal ritmo avversario, e si può dire che fino all’espulsione i norvegesi abbiano giocato meglio.
Il metro arbitrale – A me questo modo di arbitrare non piace, anche quando l’episodio è a favore: si concedono rigori e si espellono giocatori con troppa facilità. Il rosso di ieri a Sorensen, per esempio, non si può definire scandaloso ma troppo severo sì. Penso che vada detto, perché tante volte ci siamo lamentati per decisioni avverse, quindi è giusto ammettere che ieri il Bologna ha invece beneficiato di un episodio al limite: l’espulsione ha tagliato le gambe ad un Brann che si stava facendo preferire, e che senza l’uomo in meno avrebbe certamente fatto un secondo tempo diverso.
La mediana ancora in affanno – Vedo ancora molto in difficoltà Ferguson e Freuler. Sottolineati i meriti degli avversari, secondo me buona parte delle fatiche patite dai rossoblù sono state causate dalla loro condizione: non si possono concedere due giocatori, men che meno nella zona nevralgica del campo. Anche Moro ha sbagliato qualcosa sul piano tecnico, ma lui almeno è in forma fisicamente. Lewis e Remo fanno evidentemente molta fatica, e adesso viene difficile pensare che possano giocare insieme senza che la squadra ne risenta.
Le ombre su Orsolini – Ieri abbiamo constatato quanto Orsolini abbia fame di gol e come gli stessi compagni lo cerchino con continuità, si vede che ha bisogno di sbloccarsi e che la squadra lo supporta. Però non è ancora tornato quel giocatore che ci aveva fatto innamorare, e secondo me questo è dovuto anche all’affermazione di Bernardeschi. Dopo tanti anni a Bologna e con numeri notevoli dalla sua parte, alcuni dei quali fatti registrare nella prima parte di questa stagione, forse il ragazzo non pensava di dover ancora dimostrare qualcosa, né di doversi sudare la maglia. Ma è quello che sta succedendo. Il Bernardeschi attuale è obiettivamente difficile da lasciare in panchina, e mio avviso ‘Orso’ sta soffrendo questo aspetto anche in ottica Nazionale, perché ‘Berna’ è molto mediatico e ora che sta giocando bene si sta tornando a parlare di lui pure in chiave azzurra. Per Orsolini sarebbe una doppia beffa, perché rischierebbe di perdere il posto anche lì o comunque che la sua corsa verso il Mondiale (comunque ancora da conquistare) si complichi.









































