Calcionews24
·24 juillet 2026
Non solo Guardiola: anche Buffon si chiama fuori dalla nuova Italia. Un doppio no che segna l’inizio di una rifondazione complessa

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Gigi Buffon ha detto no. Un no sofferto, ponderato, arrivato dopo giorni di riflessioni. Una decina di giorni fa Paolo Maldini e Leonardo lo avevano contattato per riportarlo all’interno della nuova struttura della Nazionale italiana, con un ruolo ancora più centrale rispetto a quello ricoperto nel recente passato. Lo riferisce Gazzetta. L’idea era quella di affidarsi a una figura simbolo del calcio azzurro: 176 presenze, un Mondiale vinto nel 2006, una carriera che ha attraversato ogni livello, dalla Serie B alla Champions League.
Buffon, rientrato nel 2023 come capo delegazione durante la gestione Spalletti, si era dimesso dopo la partita contro la Bosnia. Maldini e Leonardo volevano ricostruire attorno a lui un punto di riferimento autorevole, esperto, capace di portare dentro Coverciano un patrimonio umano e professionale che poche nazionali possono vantare. Ma la risposta, alla fine, è stata negativa.
Buffon non si ferma dal 1992. Una vita vissuta a ritmi altissimi, prima da giocatore, poi da dirigente, sempre sotto i riflettori. Oggi sente il bisogno di rallentare, di dedicare più tempo alla famiglia, ai figli, e di concentrarsi sulla sua formazione da dirigente. Non vuole che la seconda parte della sua carriera sia un riempitivo: desidera costruirla con serietà, passo dopo passo.
La decisione, raccontano, era stata presa già a giugno. Maldini e Leonardo lo hanno fatto vacillare per qualche giorno, ma non abbastanza da convincerlo a tornare subito in azzurro. Buffon ha scelto di restare fedele al percorso che ha iniziato, consapevole che un ruolo così impegnativo richiederebbe un’energia e una presenza che, in questo momento, non può garantire al 100%.







































