Calcionews24
·4 août 2026
Nuove pressioni su Infantino: le 11 città USA chiedono alla FIFA il milione promesso

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Le 11 città statunitensi che hanno ospitato il Mondiale 2026 stanno chiedendo alla FIFA il pagamento del milione di dollari promesso come “lascito” per l’organizzazione del torneo, fondi che però non sono ancora stati versati. Come riportato da The Athletic, prima del Mondiale per club 2025 Gianni Infantino aveva annunciato che ciascuna città ospitante avrebbe ricevuto 1 milione di dollari per finanziare mini‑campi e progetti sociali.
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Le città coinvolte – tra cui Seattle, San Francisco Bay Area, Los Angeles, Dallas, Houston, Kansas City, Atlanta, Philadelphia, New York/New Jersey, Miami e Boston – avevano poi chiesto se lo stesso contributo sarebbe stato garantito anche per il Mondiale 2026, che prevedeva un impegno molto più ampio: 39 giorni di partite e costi organizzativi decisamente superiori.
Secondo quattro dirigenti dei comitati locali, la FIFA avrebbe assicurato verbalmente che il contributo sarebbe stato confermato, pur senza alcuna comunicazione ufficiale. A oggi, però, nessun pagamento è arrivato e diverse città stanno sollecitando aggiornamenti, mentre la FIFA ha scelto di non commentare. La situazione è resa più complessa dal fatto che molti comitati organizzatori stanno chiudendo le attività ora che il torneo è terminato, rendendo incerta la destinazione dei fondi. Altri, invece, devono chiudere i bilanci senza sapere se includere o meno la cifra promessa.
All’interno dei comitati non mancano le critiche: alcuni dirigenti sottolineano come sia difficile comprendere l’esitazione della FIFA, reduce da un ciclo economico 2023‑2026 con ricavi superiori ai 15 miliardi di dollari e un budget operativo di circa 2,7 miliardi per il torneo. La vicenda si aggiunge alle pressioni che Infantino sta affrontando dopo lo stop al progetto di cessione di quote delle competizioni FIFA a fondi privati.
Sul piano economico, il Mondiale 2026 ha visto i contribuenti americani sostenere gran parte dei costi diretti e indiretti: sicurezza, trasporti, logistica, gestione degli aeroporti, Fan Fest e infrastrutture. La FIFA, invece, ha incassato quasi integralmente gli introiti da biglietteria, diritti TV, sponsor, concessioni e parcheggi. Alle città sono rimaste spese vive significative, tra cui corsie riservate e scorte per gli ospiti VIP, l’allestimento dei “clean stadiums” privi di marchi non ufficiali e i 13 milioni di dollari necessari per preparare il terreno del MetLife Stadium per la finale del 19 luglio.
Già nei mesi precedenti al torneo, il tema dei costi crescenti e della loro ripartizione aveva generato tensioni. Ora, con il Mondiale concluso, le città chiedono alla FIFA di mantenere le promesse fatte.







































