Juventusnews24
·17 avril 2026
Orsolini è un rimpianto per la Juventus? Cosa dicono la sua storia e i suoi numeri. Pro e contro del suo ‘what if’ in bianconero

In partnership with
Yahoo sportsJuventusnews24
·17 avril 2026

C’è stato un tempo in cui Riccardo Orsolini era l’astro nascente del calcio italiano, il vanto del vivaio dell’Ascoli e il grande colpo in prospettiva della Juventus, che lo acquistò nel 2017 dopo un Mondiale Under 20 da protagonista. A Torino, però, “Orso” è stato solo di passaggio: una meteora schiacciata dall’urgenza di vincere subito di una squadra infarcita di campioni. Dopo i prestiti, la cessione a titolo definitivo al Bologna. Oggi, a 29 anni, nel pieno della sua maturità calcistica e tecnica, la domanda sorge spontanea: Riccardo Orsolini è un rimpianto per la Juventus?
A Bologna, Orsolini ha trovato la sua isola felice, l’ambiente ideale per sbagliare, crescere e infine consacrarsi. In questa stagione, l’esterno marchigiano è l’assoluto trascinatore della squadra rossoblù, capocannoniere del gruppo con 12 reti stagionali (8 in campionato, 3 in Europa League, 1 in Supercoppa), tenendosi alle spalle persino centravanti puri come Castro (11) e Odgaard (7). E questo nonostante una lunga astinenza, chiusasi con la rete nell’ultima giornata contro il Lecce, dove è stato il migliore in campo dopo una serie di prove decisamente insufficienti.
Analizzando i dati dei gol del Bologna, emerge chiaramente come Orsolini partecipa alla manovra offensiva. Non è un’ala vecchio stampo che va sul fondo per crossare (ruolo lasciato più a Cambiaghi, Zortea o Holm): Orsolini ha messo a referto un solo assist. Il suo ruolo è un altro: è un “falso attaccante”, il terminale primario delle giocate felsinee.
Il suo repertorio è diventato vastissimo e letale:• L’attacco alla profondità: quando la squadra recupera palla, lui è il primo a tagliare alle spalle della difesa, freddissimo a tu per tu col portiere (come dimostrano i gol al Pisa, al Maccabi Tel Aviv e al Lecce).• Il marchio di fabbrica: ricevere a destra, stringere verso il centro e scaricare il mancino, come la botta sotto la traversa contro il Cagliari o lo splendido gol a giro da posizione defilata su punizione contro il Verona.• L’opportunismo: Orsolini ha imparato a “sentire” l’area di rigore, facendosi trovare pronto sui tap-in (Friburgo, Salisburgo) o colpendo rasoterra dai 16 metri (Como).• La freddezza dal dischetto: nonostante un paio di errori (Udinese, Lazio), è il rigorista designato del gruppo, avendo trasformato penalty pesantissimi in Serie A e anche nella sfida di Supercoppa contro l’Inter.
Tuttavia, il calcio non si gioca con i “se”. Se la Juventus lo avesse tenuto anni fa, probabilmente Orsolini non avrebbe avuto lo spazio e il tempo fisiologico per maturare, limare la sua discontinuità e diventare il leader che è oggi. Il Bologna gli ha dato fiducia, la fascia da capitano e lo ha aspettato nei momenti bui. Oggi la Juventus guarda da lontano un giocatore fatto e finito ed è convinta che le stesse funzioni le possa rivestire Chico Conceiçao, che vede meno la porta ma che sta dimostrando di crescere in utilità per la squadra, come attestano gli ultimi assist per la reti di Yildiz e McKennie contro il Sassuolo e il Genoa.
Direct


Direct


Direct





































