Calcionews24
·14 juillet 2026
Pagelle Francia Spagna: i Top e i Flop del match che porta gli iberici in finale

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Pagelle Francia Spagna: i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la semifinale dei Mondiali 2026.
La Spagna vola in finale a Dallas dopo 16 anni dall’ultima volta, dominando una Francia sterile e nervosa. Decidono il rigore di Oyarzabal nel primo tempo e il raddoppio firmato da Pedro Porro nella ripresa. Ecco i protagonisti in positivo e in negativo del match.
Freddo, anzi glaciale dal dischetto al 22′, supera Maignan e sblocca una semifinale bloccata. Con questa rete firma il suo quinto gol nel torneo, eguagliando il record storico di leggende spagnole come David Villa (2010) ed Emilio Butragueño (1986) in una singola edizione dei Mondiali. E nel 2010 la Spagna il titolo se lo portò a casa…
Una partita monumentale sulla fascia destra. Prima argina le fiammate di Barcola con chiusure puntuali, poi nella ripresa corona la sua serata con un inserimento perfetto: triangolo d’autore con Dani Olmo e diagonale del 2-0 che mette in ghiaccio la finale.
Prestazione difensiva di livello assoluto. Al 90′ compie un salvataggio prodigioso in scivolata disinnescando Kylian Mbappé pronto a colpire a botta sicura, un intervento che i tifosi spagnoli hanno festeggiato sugli spalti quasi come un gol e che dimostra, tra le altre cose, che ha saputo fornire una prova di enorme attenzione nonostante l’ipoteca di un cartellino giallo non semplice da gestire.
Al 20′ commette un fallo tanto ingenuo quanto evidente in area di rigore su Lamine Yamal: tenta un rinvio senza accorgersi del fulmineo inserimento dello spagnolo, colpendolo in pieno e regalando il rigore del vantaggio iberico che spezza l’equilibrio. Al gioco partecipa con ardore, ma le continue difficoltà difensive consegnano a Deschamps un dubbio a posteriori: non sarebbe stato meglio rilanciare Theo Hernandez?
Rimedia un cartellino giallo pesante dopo appena 9 minuti per un brutto intervento su Dani Olmo. Rischia più volte il secondo giallo nel corso del primo tempo, costringendo Deschamps a lasciarlo negli spogliatoi già all’intervallo per evitare di rimanere in dieci uomini. A sua discolpa, lui almeno reazioni di vita le dà, come ad esempio una serie di interventi energici e puntuali su Yamal: altri non fanno altrettanto.
Ingabbiato costantemente dal raddoppio sistematico di Pedro Porro e Cubarsí. Non riesce mai a saltare l’uomo e, fatta eccezione per qualche fiammata nel finale, appare impreciso (punizione alta all’88’). Nel finale rimedia anche un’ammonizione evitabile per un brutto gesto di frustrazione su Unai Simón. La parte migliore è all’inizio della ripresa, quando calamita una serie di palloni e abbozza giocate che vorrebbero essere decisivo. Volenteroso, ma senza coalizione.







































