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·12 juillet 2026

Pagelle Inghilterra-Norvegia: Bellingham trascina l'Inghilterra in semi

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L’Inghilterra ha avuto bisogno dei tempi supplementari e di un altro lampo di genio individuale di Jude Bellingham per superare una coriacea Norvegia sabato al Miami Stadium, rimontando per vincere 2-1 e conquistare un posto nelle semifinali della Coppa del Mondo.

La Norvegia è stata la squadra migliore per lunghi tratti della gara, dominando il possesso nelle zone pericolose e creando le occasioni più nitide contro un’Inghilterra costretta per gran parte dei 90 minuti a un atteggiamento più difensivo.


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Erling Haaland è stato tenuto sorprendentemente in silenzio per tutta la partita, imbrigliato dalla marcatura a uomo di Marc Guehi, con la minaccia norvegese arrivata invece da altre zone del campo. È servita una vera prova di resilienza alla squadra di Thomas Tuchel per portare a casa una gara che non aveva controllato, prima che l’intervento decisivo di Bellingham nel profondo dei supplementari la risolvesse.

Ecco i voti dei giocatori dell’Inghilterra a Miami.

Le pagelle dell’Inghilterra contro la Norvegia

Portiere e difesa

Jordan Pickford – 5/10 È diventato il giocatore dell’Inghilterra con più presenze ai Mondiali nella storia. Ma il suo ruolo nel gol d’apertura della Norvegia non è stato all’altezza di questa serata storica. Beffato dal cross di Andreas Schjelderup in un momento che lo tormenterà più di quanto il record possa fargli piacere. Una serata poco convincente tra i pali.

Ezri Konsa – 7/10 Chiamato ad agire da terzino destro invece che nel suo abituale ruolo centrale, Konsa ha offerto una prestazione composta e disciplinata. Sempre solido in fase difensiva, anche se i suoi contributi offensivi sono stati comprensibilmente limitati. Un passaggio impreciso verso Stones ha per un attimo rischiato di provocare il disastro.

Marc Guehi – 8/10 A cui era stato affidato l’ingrato compito di imbrigliare Erling Haaland mentre gestiva anche un problema al bicipite femorale rimediato in precedenza nel torneo, Guehi ha probabilmente offerto la sua prova più completa con la maglia dell’Inghilterra. La sua concentrazione ha raramente vacillato, anche quando la Norvegia si è abbassata costringendolo a gestire più possesso di quanto fosse a suo agio.

John Stones – 7/10 La sua lettura del gioco si è rivelata cruciale, con un intercetto in particolare che ha negato a Haaland una chiara occasione da gol. Per un momento è stato superficiale nel possesso in una zona pericolosa, cavandosela senza punizione, ma la sua intelligenza posizionale ha compensato quella sbavatura.

Nico O’Reilly – 7/10 Continua a crescere nei compiti di un ruolo davvero insolito: terzino sinistro con licenza di diventare un trequartista aggiunto in fase di possesso. Alexander Sørloth a tratti lo ha messo in difficoltà e ha quasi saputo approfittarne, ma il contributo offensivo di O’Reilly è rimasto prezioso.

Centrocampo e attacco

Elliot Anderson – 7/10 Inizialmente schierato in una posizione più avanzata, la sua progressione palla al piede ha dato il via all’azione che ha portato al pareggio dell’Inghilterra. È arretrato in una posizione più profonda a centrocampo dopo l’uscita di Rice, adattandosi senza problemi.

Declan Rice – 6/10 Schierato come centrocampista più arretrato dell’Inghilterra, probabilmente per via del malessere accusato in settimana unito all’esigenza tattica di proteggere la linea difensiva dalla via diretta della Norvegia verso Haaland e Sørloth. Visibilmente lontano dalla sua miglior brillantezza ed è stato sostituito all’intervallo.

Jude Bellingham – 9/10 (Migliore in campo) Ancora una volta l’uomo della differenza quando l’Inghilterra aveva più bisogno di lui. I suoi due gol — il secondo arrivato nel profondo dei supplementari — proseguono un copione del torneo in cui Bellingham semplicemente si rifiuta di lasciare finire il cammino dell’Inghilterra. Per tutta questa competizione ha giocato su un altro livello.

Noni Madueke – 5/10 Ha avuto occasioni per puntare il diretto marcatore nelle fasi iniziali ma non è riuscito a essere continuo nell’esecuzione. Un primo tempo spento e deludente ha portato la sua serata a chiudersi in anticipo all’intervallo.

Anthony Gordon – 8/10 Sempre estremamente positivo nelle sue intenzioni, Gordon ha portato energia e verticalità anche in condizioni impegnative. Il suo assist per il pareggio di Bellingham è stato il frutto di quella perseveranza.

Harry Kane – 6/10 Ha trovato pochissimo spazio contro una difesa norvegese ben organizzata e si è visto annullare una conclusione nel primo tempo per fuorigioco. Si è abbassato per partecipare alla costruzione del gioco e ha protetto bene il pallone quando è stato servito, pur senza trovare la porta.

Sostituti

Eberechi Eze (46′) – 5 Inserito all’intervallo per aggiungere creatività contro il testardo blocco difensivo della Norvegia. Il cambio non ha prodotto l’impatto sperato, e successivamente è stato spostato sulla sinistra.

Bukayo Saka (46′) – 7 Entrato mentre Tuchel cercava di prendere il controllo della gara gestendo con attenzione il minutaggio complessivo di Saka. Ha messo due cross pericolosi che meritavano miglior sorte e ha contribuito con due importanti interventi difensivi.

Reece James (71′) – 6 Inizialmente inserito a centrocampo mentre l’Inghilterra cercava di mantenere il possesso, prima di tornare nel suo naturale ruolo di terzino destro mentre Tuchel continuava a rimescolare le sue opzioni.

Djed Spence (86′) – 7 Incaricato di contenere la minaccia di Oscar Bobb dopo essere subentrato come terzino sinistro, Spence ha gestito bene quel compito e ha offerto una vera soluzione in contropiede con la sua velocità. Ha conquistato quello che sembrava un rigore nei supplementari prima dell’intervento del VAR, e ha costretto il portiere a una parata nel finale.

Morgan Rogers (89′) – 7 Il suo tiro, respinto nell’area pericolosa, ha creato l’occasione che Bellingham ha trasformato nel gol vittoria ai supplementari. Un contributo decisivo per aiutare l’Inghilterra a riprendere il controllo della partita.

Dan Burn (111′) – 6 Inserito nel finale per aiutare la squadra a gestire gli ultimi minuti mentre l’Inghilterra difendeva il vantaggio.

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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 qui.

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