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·22 mai 2026
Palmisani, le mani sulla Serie A: «Io, portiere per caso. Volevo giocare in mezzo al campo, ora studio Courtois»

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Uno dei protagonisti della promozione in Serie A del Frosinone è stato Lorenzo Palmisani. Il Corriere dello Sport ha incontrato il portiere.
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ANDARE IN A «È stata un’emozione incredibile, inspiegabile, unica. Essere nato e cresciuto qui, indossare questi colori e ottenere un risultato simile è stato qualcosa di indescrivibile. Aver potuto realizzare un sogno dove sono nato non ha prezzo».
DEDICA «Questo successo è innanzitutto per la mia famiglia, per papà Piero e mamma Graziella e per nonna Nella. Mi hanno sempre sostenuto, facendomi però tenere i piedi per terra. Poi un pensiero va a tutti i miei compagni e alle persone che hanno lavorato dietro le quinte in quest’annata indimenticabile. Siamo stati un gruppo meraviglioso».
SI SENTE PRONTO PER LA A «È ovvio che l’obiettivo principale sarà provare a salvare la categoria, anche perché nelle tre precedenti occasioni il Frosinone non ci è mai riuscito. Se mi sento pronto? Quest’anno non mi sentivo all’altezza di giocare in B, poi invece ho disputato un grande torneo. Mi allenerò sempre al massimo delle mie forze. Mentalmente sono già concentratissimo. Aspettiamo però il campo».
FARE IL PORTIERE «Vuole che le dica la verità? Non mi è mai piaciuto fare il portiere. Giocavo da centrocampista e con i piedi mi diverto anche tra i pali, quando serve. Poi si infortunò un compagno e dovetti sostituirlo in porta. Giocavamo contro il Frosinone, che mi chiese di fare un provino e mi ingaggiò. È stato tutto casuale. Poi questo ruolo mi è piaciuto e sono arrivato fin qui. Devo molto a Domenico Costantini, un preparatore dei portieri che non c’è più, purtroppo. Ogni volta che scendo in campo prego per lui e se siamo arrivati sin qui, lo dobbiamo anche a lui certamente che tifa per noi da lassù».
IDOLI «Sì, quando ero ragazzino Buffon era il mio idolo e mi piacerebbe conoscerlo, prima o poi. Oggi guardo e studio Thibaut Courtois del Real Madrid. Osservo la sua tecnica e l’atteggiamento che mantiene in campo. È un portiere che mi piace tanto e a cui cerco di ispirarmi, facendo le dovute proporzioni, ovviamente. Spero così di migliorare, rimanendo comunque sempre me stesso».
I CONSIGLI DI PISSERI «Mi ha aiutato tantissimo con la sua esperienza, altroché. È stato un punto di riferimento importantissimo, dandomi tanti suggerimenti per fare bene. Grazie a lui sono riuscito a rimanere sempre sul pezzo».
IL GIOCO DI ALVINI «Con il gioco del mister ci si ritrova spesso uno contro uno e i pericoli sono all’ordine del giorno. Se un compagno perde un duello, io resto l’ultimo baluardo. Ma questo sistema di gioco, pur rischioso, è stato decisivo per vincere».
UNDER 21 «La convocazione in Nazionale mi ha sorpreso molto. Poi il ct mi ha dato fiducia e mi ha fatto giocare. Sì, è stata una gioia indescrivibile».
LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO «I calciatori emergenti ci sono e sono anche molto bravi. Io ho avuto fortuna e a volte penso che, senza l’infortunio di Sherri, non avrei fatto questo percorso. Devo essere grato ad Alvini, mi ha sempre incoraggiato a credere in me stesso. E a lavorare sodo».
COSA DEVE AVERE IL FROSINONE IN A «La spensieratezza che ci ha contraddistinto in B. Poi bisognerà crescere in ogni gara, alzando il livello dell’attenzione. Perché, come ha sottolineato anche il nostro presidente Maurizio Stirpe – che ringrazio per l’opportunità che ho avuto grazie al Frosinone – la Serie A è un altro campionato. E io lavorerò sodo per farmi trovare pronto».
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