Petrucci: «Malagò e Abete due grandi amici, ma sceglierei Carnevali per la presidenza. Il motivo è…» | OneFootball

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·17 avril 2026

Petrucci: «Malagò e Abete due grandi amici, ma sceglierei Carnevali per la presidenza. Il motivo è…»

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Gianni Petrucci ha commentato l’attuale situazione che sta vivendo il calcio italiano, con un focus particolare sulle elezioni in FIGC

Gianni Petrucci è stato commissario della Figc per quasi un anno, nel 2001. Oggi è il numero uno della Federbasket e ha detto la sua a La Gazzetta dello Sport.


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LE ELEZIONI IN FIGC – «È vero, me ne interesso in modo quasi ossessivo. Il fatto è che tutti parlano dei provvedimenti che il governo dovrebbe fare a favore del calcio, ma sono gli stessi che il basket chiede da anni. Forse si dimentica che siamo anche noi uno sport professionistico e di squadra, i problemi che abbiamo non sono così diversi».

LE SOLUZIONI SONO DIVERSE – «Nemmeno, pure noi avremmo bisogno di riavere il Decreto Crescita, di essere supportati con formule tipo Tax Credit, che è stato dato ad altri settori come il cinema, che è uno spettacolo proprio come calcio e basket. Poi puntiamo a ricevere la nostra quota della raccolta delle scommesse e di archiviare il Decreto Dignità sulle sponsorizzazioni del betting. Quando dovevamo sconfiggere il gioco clandestino lo Stato ci diede una grandissima mano, ora ci respingono. Vorrei tanto sapere il perché. Ho parlato anche con vertici della Cei (la Conferenza Episcopale italiana, ndr) due anni fa, non mi è stata data spiegazione. Non siamo l’unico Paese cattolico, ma sembra che il peccato esista solamente qui».

LA PRESIDENZA? – «Vi racconto una cosa: io, Carraro e Galliani risolvemmo il problema dei ricorsi del calcio ai Tar regionali andando da Berlusconi, che ci fece un decreto che spostò tutto al Tar del Lazio. Questo per dire che per me il futuro presidente Figc deve essere in qualche modo gradito anche al governo. Sapete cosa avrei fatto io? Sarei andato con tutte le componenti dai ministri competenti, Abodi e Giorgetti, e avrei chiesto: “Che possibilità ci sono per questi provvedimenti?”. Tanto i programmi dei candidati saranno come sempre tutti bellissimi, perché sono dei sogni. Il fatto è che quei sogni poi vanno realizzati e per quello che serve al calcio e al basket qualunque presidente verrà dovrà fare i conti col governo. Tanto vale andarci prima e avere un quadro chiaro della situazione».

L’AUTONOMIA DELLO SPORT «Oggi è affievolita, per questo non si possono promettere cose che poi non si possono fare. Una volta, quando ero a capo del Coni io e gestivo 490 milioni e 3200 dipendenti, poteva anche esserci. Oggi è tutto diverso, la cassa ce l’ha Sport e Salute (interamente partecipata dal Mef, ndr). A proposito del Coni, posso aggiungere una cosa?. Io farei un passaggio anche lì. Parliamo di un organo che ha comunque il dovere di vigilare su tutto lo sport italiano e non dimentichiamo che abbiamo un bravo presidente come Luciano Buonfiglio e un bravissimo segretario generale come Carlo Mornati. Andrei a parlare anche con loro».

MALAGÒ E ABETE – «Sono due amici miei, li rispetto, però io tifo per chi riuscirà a fare avere soldi al calcio e di conseguenza pure al basket. Ma se mi chiedete di scegliere tra l’uno o l’altro rispondo che a me piace molto Giovanni Carnevali del Sassuolo».

IL COMMISSARIAMENTO «Ovviamente non può essere il governo a farlo, però le parti devono essere così intelligenti da capire dove ci sono i gradimenti, per cui, se alla fine ci fosse un commissariamento, l’unico che lo potrebbe fare sarebbe il presidente del Coni, come è stato per me nel 2000».

COME VA A FINIRE – «Vincerà chi avrà più voti».

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