🗣️ Pio Esposito: “Passato dalla B alla Champions, salto gigantesco! Pompato dai media? C’è esagerazione” | OneFootball

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·11 avril 2026

🗣️ Pio Esposito: “Passato dalla B alla Champions, salto gigantesco! Pompato dai media? C’è esagerazione”

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Francesco Pio Esposito, attaccante dell’Inter, ha concesso una lunga intervista al Corriere della Sera; tra i tanti temi trattati la delusione della Bosnia, il rapporto con Chivu e Lautaro Martinez e l’obiettivo Scudetto. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti.

LAUTARO – “Lui è molto completo, ma quello che ti emoziona è la sua cattiveria, la sua passione, la fame che ha: anche in allenamento gioca come fosse la finale del Mondiale”.


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CATTIVERIA – “Il sangue del rione Cicerone di Castellammare di Stabia credo di portarlo sempre con me: la famosa cazzimma mi ha portato qui, dalla B alla Champions. Ci vuole tanto coraggio per non buttarsi giù e far vedere che ci stai”.

CAMBIAMENTI – “All’inizio piangevo ogni notte per tornare a casa. Ero un bambino con molta rabbia, irascibile, sia a scuola che in campo. Poi mi sono ambientato benissimo, cambiando radicalmente. Apprendere il più velocemente possibile i consigli dei compagni e dello staff fa parte dell’approccio al lavoro di cui parlavo, che forse è la mia vera forza. Poi per stare a livello di certi campioni il lavoro è l’arma principale”.

SEVERO – “Faccio molta autocritica, riguardo la partita, gli errori e mi rimprovero. Ma credo sia positivo. Penso di aver vissuto finora questo primo anno con grande calma e equilibrio. E sono molto contento perché il salto è stato gigantesco. Nel calcio è un complimento: credo sia per la mia serietà, la professionalità e l’impegno che ci metto sempre. Con l’approccio giusto”.

MEDIA – “Pompato dai media? C’è esagerazione, sia nel bene che nel male. Sono un ragazzo di 20 anni che arriva dalla B, a cui nessuno ha regalato nulla, che sta facendo bene nella sua prima stagione all’Inter, ma che non ha fatto ancora niente per scomodare certi paragoni. Io non ho colpe però: non ho mai detto di essere un fenomeno o di valere 100 milioni. Sono solo uno che dà il massimo tutti i giorni”.

BOSNIA – “Ho fatto fatica a metabolizzare subito la delusione. Avevo lo sguardo fisso in un punto e non riuscivo a capire cosa fosse successo, ero sotto terra. Il primo pensiero è di aver deluso i compagni, le persone a casa, gli amici, la famiglia. Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò: quel giorno ero convinto di prendermi la responsabilità di tirare per primo, mi sentivo sicuro, poi è andata male. Ho visto una squadra che ha dato l’anima, per la maggior parte con un uomo in meno, creando diverse occasioni. Non è bastato e non basta: l’Italia ha l’obbligo di andare ai Mondiali, bisogna prendersi la responsabilità”.

PRESSIONE – “Da qualche mese lavoro con uno psicologo dello sport: mi sfogo, mi dà consigli pratici. Mi aiuta molto e mi piace approfondire. Mi ritengo fortunato ad avere fatto i due anni a Spezia in B: nel primo ho fatto molta fatica, ho subito il salto dalla Primavera, ho segnato solo 3 gol e ci siamo salvati all’ultima giornata”.

D’ANGELO – “Rischi di perdere la sicurezza in te stesso, ma sta a te avere la forza di reagire e ritrovarti. Devo ringraziare il tecnico Luca D’Angelo: il gol salvezza al Venezia all’ultima giornata è stata la mia svolta. E ho rinunciato a un ingaggio migliore alla Samp per continuare con chi aveva creduto in me: credo sia stata la scelta migliore della mia vita”.

SCUDETTO – “Ci voleva una prova convincente come quella, oltre alla la vittoria. C’è ottimismo e ci crediamo al massimo. Gli devo tanto per la fiducia che ha avuto in me, anche questa estate”.

RETROSCENA – “Con un altro allenatore sarebbe rimasto all’Inter? Non posso saperlo, forse sarebbe stato più complicato. Di sicuro Chivu ha una propensione speciale verso i giovani e mi conosceva già”.

POST-PARTITA – “No, anzi dopo le partite non dormo proprio, a causa dell’adrenalina. Sto con le persone a cui voglio bene, non gioco alla playstation e ora ho iniziato un corso di inglese: ci tengo a migliorarlo”.

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