Calcionews24
·11 mai 2026
Pioli torna in panchina? L’ombra di Giuntoli all’Atalanta lo intriga: perché puntare o no su di lui. PRO e CONTRO dell’approdo alla Dea

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Il valzer delle panchine per la stagione 2026/2027 entra nel vivo e uno dei nomi più caldi è quello di Stefano Pioli. Il tecnico emiliano, reduce da un’esperienza lampo alla Fiorentina interrottasi lo scorso 4 novembre dopo un avvio shock da zero vittorie in dieci giornate, è attualmente alla ricerca di un progetto ambizioso per riscattarsi. I viola lo avevano riportato in Serie A in estate con un triennale, prelevandolo dall’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo, ma il rapporto si è consumato precocemente.
Il futuro di Pioli potrebbe tingersi di nerazzurro. L’Atalanta, infatti, si appresta a vivere una rivoluzione totale. Con l’addio di Raffaele Palladino (subentrato a Juric dopo l’era Gasperini), la famiglia Percassi è pronta ad affidare le chiavi dell’area tecnica a Cristiano Giuntoli. Il nuovo dirigente, in arrivo per sostituire Tony D’Amico, sta valutando diversi profili. Sebbene Pioli sia una pista concreta, la concorrenza è serrata: sul taccuino di Giuntoli figurano anche Vincenzo Italiano e Thiago Motta.
Proprio su quest’ultimo, Giuntoli aveva speso parole importanti durante il loro addio alla Juventus nel marzo 2025: “Il nostro rapporto rimarrà di grande stima e rispetto reciproco, potrà fare l’allenatore a grandi livelli e gli auguro tutto il bene“. Tuttavia, l’esperienza e l’equilibrio tattico di Pioli restano carte pesanti da giocare al tavolo delle trattative orobiche.
Scegliere l’ex tecnico del Milan comporta valutazioni profonde. Perché sì: Pioli è un allenatore di provata esperienza internazionale, capace di gestire pressioni elevate e valorizzare i giovani, come dimostrato nello storico scudetto rossonero del 2022. La sua capacità di adattamento tattico sarebbe ideale per una rosa strutturata come quella bergamasca. Perché no: il recente e fallimentare trascorso alla Fiorentina ha sollevato dubbi sulla sua capacità di impatto immediato in situazioni di crisi. Inoltre, la sua filosofia di gioco, meno aggressiva rispetto ai canoni tradizionali dell’Atalanta “gasperiniana”, potrebbe richiedere un tempo di transizione che la piazza non sempre è disposta a concedere.
Dopo una lunga carriera da difensore con maglie prestigiose come quelle di Juventus e Fiorentina, Pioli ha costruito un curriculum da allenatore tra i più ricchi in Italia. Dalla gavetta con Salernitana e Modena fino alle vette di Lazio, Inter, Milan e l’avventura saudita, il tecnico cerca ora il rilancio definitivo in una piazza che punta stabilmente all’Europa.
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