Preziosi: «Nel calcio ho buttato 200 mln. La Samp dovrebbe essere in C. E su Messi al Como e Lewandowski al Genoa dico questo» | OneFootball

Preziosi: «Nel calcio ho buttato 200 mln. La Samp dovrebbe essere in C. E su Messi al Como e Lewandowski al Genoa dico questo» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcio e Finanza

Calcio e Finanza

·24 juin 2026

Preziosi: «Nel calcio ho buttato 200 mln. La Samp dovrebbe essere in C. E su Messi al Como e Lewandowski al Genoa dico questo»

Image de l'article :Preziosi: «Nel calcio ho buttato 200 mln. La Samp dovrebbe essere in C. E su Messi al Como e Lewandowski al Genoa dico questo»

Enrico Preziosi ha ceduto il Genoa nel 2021 e ha ripercorso la sua lunga esperienza nel calcio italiano – fra Saronno, Como, Carrarese e appunto il club rossoblù, guidato per 18 anni – in una lunga intervista a SportitaliaMercato con il direttore Michele Criscitiello.

In primis Preziosi, parlando delle recenti elezioni per il presidente della FIGC, ha sottolineato come avrebbe votato per Giancarlo Abete e non per Giovanni Malagò, vincitore con il 68% delle preferenze. «Abbiamo cambiato per non cambiare. Una persona che è stata nello sport per 65 anni può fare un passo indietro. Se avessi dovuto scegliere avrei scelto Abete non Malagò», ha commentato Preziosi.


Vidéos OneFootball


Ti piace Calcio e Finanza? Aggiungici alle tue fonti preferite su Google. Clicca qui!

«Il mondo del calcio non manca ad un certo punto è subentrata una sorta di stanchezza – ha analizzato Preziosi –, e ho pensato di fare un passo indietro. Questo calcio non mi appartiene più. C’è stato un cambio drastico negli ultimi 10 anni e credo che le società italiane rischino. Perché gli investitori sono tutti stranieri, il loro obiettivo è fare profitto. Nel nostro calcio è complicato. Ho paura che prima o poi qualcuno si possa annoiare, essendo qua diverso dagli USA e possa andare via. Dobbiamo capire perché siamo in questa situazione. Abbiamo consegnato il nostro calcio agli stranieri. Adesso per la terza volta non andiamo ai Mondiali. È tutto un sistema di cui noi siamo stati i primi responsabili. Noi gestiamo le società. Ci sono molte ragioni se si investe molto poco. I club hanno investito molto sugli stranieri. La Nazionale è fatta su quei pochi giocatori che hanno spazio. I migliori giocatori che giocano in Italia sono stranieri e noi i nostri non li facciamo crescere. Vedere l’Iraq ai Mondiali e non l’Italia fa riflettere. Lo sport deve rimanere sport, quando è impregnato di politica non si cresce. C’è qualcuno che tira la giacchetta».

Sui soldi spesi nel calcio: «Ho buttato circa 200 milioni, 40 nel Como, 160 nel Genoa. Il Genoa ha introiti per 40 milioni circa, i costi sono oltre 70 milioni, se non fai le plusvalenze e spesso non le fai vai sotto. Te parti già con un bilancio in difetto. È ovvio che ogni anno fai minusvalenze. È sempre stato così. Il colpo più importante? Milito? No, Thiago Motta. Gasperini non lo voleva. Aveva bocciato l’operazione. Lo incontrai a Desenzano del Garda. Mi chiese tre anni di contratto e promise che ci avrei fatto i soldi. Le prime gare non giocava, dopo l’infortunio di Milanetto iniziò a giocare e segnò subito. Milito? Lo pescai in Argentina, al Racing Avellaneda, lo portai in Serie B. Faceva queste sterzate che mi piacevano tantissimo. Dopo Genoa-Venezia lo mandai al Saragozza in Spagna e poi ci fu il caso del famoso contratto all’ultimo secondo. Milito messo a posto il discorso economico è stato un campione che negli spogliatoi era sempre merito della squadra e non merito suo. Così anche Thiago Motta faceva da perno in campo e nello spogliatoio. È stato semplice fare risultati con loro».

C’è spazio anche per qualche aneddoto sul calciomercato con protagonisti due grandissimi calciatori di questo ultimo decennio come Lewandowski e Messi: «Lewandowski aveva già firmato per il Genoa ed era venuto a vedere la partita, l’agente all’ultimo ha cambiato le carte in tavola, per una procura da 500mila euro. Per una questione di orgoglio alla fine annullai l’operazione. Speravo anche tornassero indietro, ma l’operazione saltò definitivamente. Messi al Como? Vidi un filmato, c’era questo ragazzino su un campo di patate che giocava, venne con il padre. Al ritorno da Hong Kong, avevo lasciato l’operazione a Claudio Gentile e a Ninni Imborgia. Mi dissero che era troppo basso e annullarono tutto. Probabilmente non passò le visite. L’anno dopo andò a Barcellona e su di lui fecero un gran lavoro. Io l’avrei preso, sarebbe costato 50mila dollari».

Negli anni al Genoa sono numerosi i ricordi legati al derby con la Sampdoria, sensazioni che i tifosi di Genova non vivono da diversi anni vista la retrocessione in B dei blucerchiati, che sul campo sono scesi anche in C, prima del ripescaggio. «Quello che è successo l’anno scorso è stato vergognoso – commenta senza mezze misure Preziosi –. Cellino era malvisto dal sistema ed è dovuto scappare. Con lui ci ho lavorato, non è un amico. La Sampdoria in B è una vergogna, doveva fare la C. Evidentemente c’è stato qualcosa che non sappiamo».

Infine, Preziosi ha stilato la sua top 11 dei calciatori avuti nel corso della sua carriera da presidente, ovviamente è tutta rossoblù, con Gian Piero Gasperini come allenatore: «Perin; Mesto, Papastathopoulos, Romero, Criscito; Miguel Veloso, Thiago Motta, Rossi; Palacio, Milito, Perotti», i calciatori elencati da Preziosi.

Segui tutte le partite dei Mondiali 2026 su DAZN. Clicca qui per scoprire tutte le offerte

Temi

À propos de Publisher