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·21 avril 2026
🧐 Puggioni sul settore giovanile della Samp: "Attraversato un momento durissimo, sulla crisi..."

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Christian Puggioni, responsabile del settore giovanile della Sampdoria, si è concesso a un'intervista in cui ha analizzato a tutto tondo le vicende del club. Riprendiamo le sue parole da Gianluca Di Marzio.
Crisi - “Quello che è successo purtroppo è stato sulle cronache di tutti i media, non è stata una pagina giusta per quella che è la storia del settore giovanile della Samp. Ecco perché tante persone hanno lavorato per riportare in sicurezza quello che è stato per anni un punto di riferimento per il calcio italiano”.
Metodo - "Oggi, a parte i primi mesi che sono serviti per andare a colmare quella lacuna di programmazione che per forze di cose non c'è stata in estate, si è iniziato un percorso secondo le richieste dell'Area Sport: programmare una metodologia, una richiesta, una crescita del proprio Settore Giovanile. Questo parte sicuramente da una riorganizzazione dell'attività di base attraverso linee guida, una metodologia chiara e un riallineamento di quelli che poi sono i principi a cui gli allenatori devono poi sottostare e che dovranno poi sviluppare. Il tutto a progredire verso la Primavera, l'ultimo step che antepone i ragazzi all'arrivo in Prima Squadra. La mission, parlando con i vecchi generali che tutelano il Settore Giovanile della Samp, è ricreare quella mentalità vincente. Quel tipo di mentalità che è richiesta oggi dalle Prime Squadre, per fare in modo che un ragazzo varcata la soglia del campo di allenamento della Prima Squadra sappia già esattamente cosa lo aspetta, qual è la richiesta del mondo dei grandi. In modo che possa così usare tutto il know-how raccolto grazie al Settore Giovanile. Consegnare alla Prima Squadra un giocatore che non ha conoscenza, non ha attitudine, non ha competenze è un fallimento per tutto il Settore Giovanile".
Stile - “La mia di storia dice che sono nato sotto lo stile Sampdoria, in quei tempi c'era un presidente come Paolo Mantovani e l'imprinting che dava alle sue squadre era chiaro. Oggi vado alla ricerca di quello stile lì, di quell'identità nella quale gli adulti si ritrovano prima che i giocatori, perché se gli adulti non si ritrovano in un pensiero difficilmente questo pensiero potrà essere poi trasmesso ai ragazzi. È una selezione degli adulti, con una costante richiesta di formazione. Avremo a breve un incontro formativo di alto livello, perché credo sia uno dei passaggi fondamentali di questo percorso: l'aggiornamento, la conoscenza, la possibilità di trasmettere idee ed esperienze dalle quali i ragazzi possano attingere per farle poi loro e prepararsi così al mondo della competizione”.
Punto di riferimento - “La presenza sul campo penso sia determinante, senza tralasciare ovviamente quella che è la parte manageriale che si svolge prettamente al mattino. Il pomeriggio però è dedicato esclusivamente alla presenza ai campi di allenamento, al supporto agli staff tecnici e alle famiglie, perché avere un punto di riferimento a cui appoggiarsi e conoscere quelle che sono le problematiche quotidiane per anticiparle, per risolvere, per alzare il livello di proposta e di supporto ai propri tesserati credo sia la strada corretta. Faticosa, però corretta”.
Talento - “La scelta societaria è chiara, creare e dare la possibilità al talento di svilupparsi e di essere poi attingibile dalla Prima Squadra. Nel momento in cui diamo la possibilità ogni settimana a tre, quattro, cinque ragazzi di potersi allenare con la Prima Squadra, noi pensiamo di aver fatto un grande lavoro. Ovviamente l’allenatore della Primavera è meno contento - sorride Puggioni - perché vorrebbe averli sempre a disposizione, ma dall'altra parte è felicissimo perché sa che nel percorso di crescita dei ragazzi ha fatto un lavoro incredibile. È da citare il grande lavoro fatto da Francesco Pedone con la Primavera che, oltre ad aver regalato una grande crescita ai ragazzi, gli ha permesso grazie al suo lavoro di poter essere presenti a molti allenamenti della prima squadra e coronare poi quello che è il sogno di ogni ragazzo di poter andare a giocare con i propri idoli. Altrettanto straordinario è stato il lavoro fatto da Felice Tufano, che è riuscito a portare la nostra Under-17 alle porte dei play-off, un risultato che era poco immaginabile, ma sospettabile vista la caratura del tecnico. Possiamo quindi ritenerci soddisfatti di quello che è stato fatto dai nostri tecnici sulle due prime leve”.
Valori - “La prima regola è che quando si è in difficoltà si deve ripartire dalle proprie radici, dalla propria identità, dai propri valori. Questo è quello che ha permesso al Settore Giovanile, dopo un’estate abbastanza travagliata, di potersi ripresentare in maniera dignitosa e creare i presupposti per riprogrammare il futuro e costruire qualcosa. Di ricostruire, inteso ritornare a quelli che erano gli standard della Samp di tanti anni fa”.
Rischio - “Per raggiungere un risultato, come per una destinazione, ci sono tante strade: c'è la più diretta, poi c'è anche quella un po' più lunga, devi capire che strada vuoi imboccare. Noi abbiamo deciso di percorrere una strada che magari non porterà ad un risultato sportivo nell’immediato, ma quando verrà raggiunto lo si sarà fatto attraverso un'idea di gioco, attraverso un'idea di rischio di gioco. Quando uno accetta di giocare accetta anche il rischio di gioco, ma il tutto deve poi passare dalla completezza tecnica dei nostri ragazzi. L'intervento primario è stato quindi nell'attività di base, dove abbiamo richiesto un alto minutaggio di tecnica, un alto minutaggio di collaborazione tra i ragazzi e quindi di conoscenze tecniche, di trasmissioni, ricezione, conduzioni, ritmi alti e poi ovviamente la libertà di potersi esprimere e di poter esprimere il proprio talento. Così da consegnare all’attività agonistica dei ragazzi che hanno basi tecniche importanti alle quali potersi appoggiare, aspetto che abbiamo notato nell'ultimo periodo essere stato un po' trascurato”.
Istruzione - “Scherzando, ma uno scherzo non è, quello che dico alle famiglie ed ai ragazzi è: ‘piano A la scuola, piano B il calcio’, ma non sono frasi fatte. Credo che un ragazzo diligente, un ragazzo ordinato sarà poi un giocatore diligente, sarà un giocatore ordinato. Il maestro che era Marco Giampaolo diceva ‘non esistono giocatori forti, ma esistono giocatori affidabili e giocatori non affidabili’. Quindi essere un giocatore affidabile delle volte è meglio che essere un giocatore talentuoso ma discontinuo e poco affidabile, quindi quello che noi dobbiamo insegnare ai ragazzi è una cultura del lavoro, una cultura sportiva e una mentalità vincente, che non è vincere, ma vincere attraverso un percorso e il percorso è la costanza, l'attenzione, l'attenzione al dettaglio che è una cosa fondamentale. Questi poi a lungo andare sono quei dettagli che devono fare la differenza”.
Lunedì - “Si guarda cosa hanno proposto gli allenatori, se è andata bene, se erano in linea con quanto si vuole proporre. Dove possono migliorare nella proposta, se si può alzare l'intensità, se si deve alzare la qualità, questo ogni settimana. Credo che questa sia la strada per alzare costantemente il livello e proporre poi quelli che potrebbero essere un Settore Giovanile e una proposta di lavoro importanti”.
Incontro tra allenatori - “Un appuntamento importante, un incontro che ho fortemente voluto. Credo tantissimo nella formazione, io stesso finito il percorso da calciatore ho fatto un percorso lungo di formazione e continuo con tanti aggiornamenti, mi piace confrontarmi con quello che abbiamo in Italia e quello che abbiamo fuori dall'Italia. Allineare o comunque confrontare le idee degli allenatori del Settore Giovanile della Samp col coordinatore tecnico di Club Italia credo sia un passaggio fondamentale. Se dobbiamo produrre calciatori per il sistema calcio Italia, non possiamo non comprendere o non capire cosa è richiesto dalle nostre nazionali e questa credo sia la strada per poi provare a consegnare un maggior numero di ragazzi alle selezioni”.
Obiettivo - “Senza ombra di dubbio i Settori Giovanili possono e devono essere il nuovo vessillo dell'Italia, perché l'abbiamo visto per la nostra nazionale, alcuni dei nostri giovani non hanno mai visto la nazionale ai mondiali. Questo per noi deve essere un grande insegnamento, vuol dire che in passato, nel breve tempo dietro di noi, qualche errore è stato fatto e questo deve essere di grande insegnamento per chi oggi ha a che fare con i ragazzi e saranno le prossime leve del nostro calcio italiano, quindi una grande attenzione deve essere giustamente versata verso i settori giovanili”.
Crisi del calcio - “Le motivazioni di questa crisi? Un risultato così negativo ma duraturo nel tempo vuol dire che c'è stato un concatenarsi di problematiche, servirà sicuramente una riforma importante del calcio italiano che passi dalle migliori scelte che la nuova dirigenza sportiva della federazione potrà fare e credo debba andare di pari passo con una maggiore attenzione ai Settori Giovanili. Ci sono realtà virtuose, penso oggi al Cesena, che hanno una grande identità oltre che italiana territoriale, credo che sia un po' la strada che i Settori Giovanili debbano riprendere”.









































