Ravanelli a ruota libera: «Mi pento di aver lasciato la Juve, ci tornerei subito per fare questo. Su David, Openda e Yildiz vi dico che…»  | OneFootball

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·21 janvier 2026

Ravanelli a ruota libera: «Mi pento di aver lasciato la Juve, ci tornerei subito per fare questo. Su David, Openda e Yildiz vi dico che…» 

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Fabrizio Ravanelli ha parlato a ruota libera del suo passato alla Juventus. Poi una battuta su David, Openda e Yildiz. Vediamo che cosa ha detto

Fabrizio Ravanelli ha concesso una lunga intervista a Tuttosport. Vediamo nello specifico di cosa ha parlato.


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L’ADDIO ALLA JUVE – «La verità è una soltanto: ho sbagliato tante, troppe scelte. A partire da quando ero giocatore: ancora mi pento di aver lasciato la Juventus. È stato l’errore più grande della mia vita, a maggior ragione perché in questa città vivevamo benissimo. Ragionai con la pancia allora, senza pensare. Non lo rifarei mai. Mi ero sentito tradito dalla dirigenza di allora. Mi avevano venduto senza dirmi nulla, ma avevo ancora tre anni di contratto. Potevo restare, impuntarmi, dimostrare che sarei rinato alla Juve. Umberto Agnelli poco tempo prima della cessione mi fece entrare nel suo ufficio, dicendomi che un giorno sarei potuto diventare capitano. Avevo la pelle d’oca. Ma poi dopo la finale di Roma avevano già organizzato tutto col Middlesbrough e io scelsi di accettare per la sola sete di vendetta. Il Middlesbrough fu un passo falso per me. Un ridimensionamento, non era un club dal dna vincente. Alla Lazio, invece, andò molto meglio e tornai a vincere, ma comunque nulla mi ha mai tolto dalla testa la Juve. Solo mia moglie era contraria a lasciare Torino, da altre persone non fui consigliato bene» 

UN RITORNO ALLA JUVE – «Ad Ajaccio era impossibile allenare e pure in Ucraina, all’Arsenal Kiev, mi sono ritrovato senza società. Da dirigente, invece, mi trovo molto meglio: a Marsiglia ho capito di poter svolgere questo ruolo, mi sento realizzato. Tornare alla Juve in questa veste? Come faccio a dire di no? Certo. Ci penso, è un sogno. Non so con quale mansione, ma vorrei rappresentare la Juve nel mondo» 

SU COMOLLI – «L’ho conosciuto in Francia, feci un pranzo con lui prima di Tolosa-Marsiglia. Mi ha colpito la sua competenza, il suo standing. È una persona giovane di pensiero, con idee chiare e capisce di calcio, altrimenti non avrebbe lavorato in un club come il Liverpool. Credo molto in questo nuovo corso» 

SU SPALLETTI – «Si può aprire un ciclo con lui, non vedo altri allenatori oggi. Non si può rimproverare nulla alla squadra dopo Cagliari. Non vedevo una Juve così da tanti anni: mi colpisce la riaggressione. È il capitano di questa nave. Penso vada rinnovato subito. Va legato ai cancelli della Continassa: ripeto, non immagino una Juve senza Spalletti» 

SU DAVID E OPENDA – «Per giocare nella Juve ci vuole un pelo sullo stomaco che non tutti hanno: questa è la verità. Giocare al Lille o al Lipsia è diverso, c’è poco da fare. A David e Openda manca un po’ di personalità, a Torino il pallone pesa molto di più. Chi non è pronto a questa tensione può uscirne con le ossa rotte» 

SU YILDIZ – «Giocherebbe nella mia Juve? Penso di sì, è un giocatore di livello top. Poteva giocare nella mia Juve, che era piena di campioni. Spero si avvicini a Baggio o a Del Piero» 

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