Sabatini critico sulle dichiarazioni di Spalletti: «Non ha detto la cosa più importante dopo Cagliari». Il problema principale in casa Juve | OneFootball

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·18 janvier 2026

Sabatini critico sulle dichiarazioni di Spalletti: «Non ha detto la cosa più importante dopo Cagliari». Il problema principale in casa Juve

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Sabatini boccia le scuse del tecnico sul tempo effettivo e invoca il mercato per l’attacco, impietoso il confronto tra i mediani

Le dichiarazioni post-partita rilasciate da Luciano Spalletti non convincono affatto Sandro Sabatini, che attraverso il suo canale YouTube lancia una critica feroce e argomentata all’analisi fornita dal tecnico toscano dopo l’amara sconfitta per 1-0 contro il Cagliari. A suo parere, Spalletti ha colpevolmente omesso la verità più scomoda e lampante di questa stagione: alla Juventus manca disperatamente un centravanti.

Sabatini netto sulle parole di Spalletti: cos’ha detto

Il giudizio sui singoli attaccanti è tranciante e non ammette repliche. Jonathan David viene bocciato senza appello, definito esplicitamente un giocatore “non da Juventus”, incapace di reggere il peso dell’attacco di un top club con ambizioni di scudetto. Sabatini osserva con perplessità come Spalletti sembri non fidarsi nemmeno dell’alternativa Loïs Openda, che pure a suo avviso sarebbe tecnicamente superiore al canadese, creando un cortocircuito tattico irrisolto. È inutile nascondersi dietro statistiche apparentemente schiaccianti come l’80% di possesso palla: se il portiere avversario Elia Caprile risulta il migliore in campo e Yerry Mina giganteggia come una colonna insuperabile, significa che il dominio territoriale è sterile. La società deve intervenire sul mercato immediatamente.


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Infine, arriva la stoccata più dolorosa per il centrocampo bianconero. Commentando il gol decisivo che ha condannato la Vecchia Signora, Sabatini elogia Luca Mazzitelli, autore della rete e di una prova di grande sostanza, lanciandosi in un paragone provocatorio che farà discutere: tra il centrocampista del Cagliari e Manuel Locatelli “non c’è tanta differenza”. Una frase che pesa come un macigno e sottolinea l’involuzione di alcuni interpreti juventini rispetto alla “fame” degli avversari. La Juve torna a Torino piena di rimpianti, ma il rimorso vero ha un solo nome: l’assenza del numero nove.

PAROLE «Nelle interviste del post partita Spalletti ha parlato di una rondine che non fa primavera, nel senso che è una sconfitta che non può avere un seguito perché la Juventus ha fatto la sua partita. Ha detto che i giocatori del Cagliari hanno perso troppo tempo e che andrà introdotto il tempo effettivo. Ha detto che la Juventus non doveva concedere la punizione da cui poi è nato il gol perché la maglia non va strattonata e non ha detto la cosa più importante che alla Juventus manca un centravanti e senza centravanti le partite non le vinci. Alla lunga ti serve il centravanti e Jonathan David è un giocatore che non è da Juventus. È inutile provare ad ammorbidire una situazione che mi sembra molto solida. La Juventus deve andare sul mercato. Spalletti non si fida di Openda, che secondo me è meglio, ma non me ne intendo tanto quanto lui è evidentemente, allora deve andare sul mercato perché altrimenti succederà ancora altre volte di non portare a casa una partita che sulla carta e anche sul campo sembra dominata, come è successo a Cagliari con l’80% di possesso palla contro il 20%, con il portiere Caprile migliore in campo, con Mina che è stato una colonna e con Mazzitelli che poi sfrutta la palla gol con bravura, anche perché Mazzitelli è un signor centrocampista e tra Mazzitelli e Locatelli non c’è tanta differenza. Ecco, questo per dire che la Juventus torna a Torino da Cagliari con tanti rimpianti  e con un rimorso legato soltanto al centravanti».

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