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·3 avril 2025
Sabatini sulla Samp: “Provo angoscia fino al midollo, la Serie C sarebbe un sacrilegio”

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·3 avril 2025
Anche Walter Sabatini, direttore sportivo blucerchiato dall’estate del 2018 all’aprile del 2019, ha commentato la disastrosa stagione posta in essere dalla Sampdoria. Queste le sue dichiarazioni sulle colonne di Repubblica, riprese da ClubDoria46.it:
Condivido l’angoscia fino al midollo, non sarei riuscito neanche ad immaginare una situazione simile e non credevo al risultato finale, sono stato preso dalla depressione. Perdere contro una formazione, che, detto con il massimo rispetto, pochi giorni prima sembrava quasi retrocessa, è incomprensibile, perché è stata una sconfitta senza reagire.
Deve essere un obbligo morale evitare un’onta come questa. Retrocedere in C con la Sampdoria è un sacrilegio: Sono convinto, però, che ogni calciatore abbia ormai interiorizzato cosa potrebbe rappresentare una simile sciagura nella carriera di ognuno di loro. Non si va in C con la Sampdoria, non esiste al mondo. Bisogna partire dai giocatori, se non sentono questa situazione come un loro problema non va bene. Sono loro che retrocedono, con i loro nomi e cognomi. Non penso di scoprire nulla, ma quando i risultati prendono una china sfavorevole diventa difficile invertire la rotta, serve una presa di coscienza e responsabilità. I calciatori hanno le responsabilità maggiori, sono loro che vincono e perdono, talvolta viene celebrato l’allenatore e il direttore sportivo, ma in campo non vanno. Bisogna sensibilizzare tutti a prendersi carico del problema, non devono spaventarsi, esattamente il contrario, essere motivati, quasi a livello spirituale, per ottenere qualcosa d’importante per loro e le loro famiglie. La retrocessione è per tutti un fardello pesantissimo.Marassi non può essere mai una zavorra, uno stadio per il calcio, dedicato al calcio, unico, secondo me, in Italia e con un fascino come nessuno. Mi rievoca un fortino inglese e la passione della Gradinata Sud è difficile da raccontare, un sentimento e una fede assoluta, che non può essere un freno, semmai una spinta. Chi gioca a Marassi deve andare al doppio degli altri, lo richiede l’anima della tifoseria e della città, sono certo che i calciatori abbiano la giusta coscienza e lo sappiano