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·25 mars 2026
😡 Salerno: "Non merito queste critiche! Reggiana cresciuta tanto con me, io miglior Presidente..."

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·25 mars 2026

Il Presidente della Reggiana, Carmelo Salerno, è intervenuto prima della conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Pierpaolo Bisoli. Ecco le sue parole riportate da tuttoreggiana.com.

Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images - Via One Football
«Come società negli ultimi sette anni abbiamo cambiato un solo allenatore a campionato in corso, invece ci ritroviamo in un mese ad averne presentati due diversi. Ci tengo a ringraziare mister Rubinacci e il suo staff per la professionalità che hanno sempre messo in campo in questo periodo per la nostra squadra».
Presidente, cosa vi ha spinto a cambiare ancora guida tecnica?«Quello che abbiamo fatto nell’ultimo mese non basta per salvarci. Inizialmente cercavamo una svolta ai risultati negativi precedenti e l’abbiamo avuta, questa svolta, nelle prime quattro partite ottenendo otto punti. Abbiamo fatto una partita importante con il Monza, ma purtroppo siamo crollati in due partite (Bari e Entella, ndr) in cui abbiamo capito che, subendo gol, non si riusciva a reagire. E’ stato un segnale preoccupante, perché quegli otto punti che avevamo ottenuto erano figli di situazioni in cui andavamo in vantaggio, quando invece siamo andati sotto non abbiamo mai reagito».
Perché la scelta è ricaduta su Pierpaolo Bisoli?«Siamo andati su di un mister con tanta esperienza. Un allenatore che non ha bisogno di presentazioni. In lui cerchiamo un mister che abbia vissuto già queste situazioni difficili e nella sua storia ha dimostrato anche di averle superate. Abbiamo deciso di cambiare perché secondo noi la squadra ha le carte in regola per salvarsi, noi come società ci crediamo e spero che anche tutta la città, tifosi e giornalisti, possano credere in questa impresa. Grazie a mister Bisoli per aver accettato di venirci a dare una mano».
Puntare su un allenatore esperto non crede fosse da fare un mese e mezzo fa?«Abbiamo commesso un errore di valutazione sulla squadra. Pensavamo che un allenatore come Rubinacci, che già conosceva gran parte dell’organico, potesse dare dei risultati. I punti sono arrivati subito, ma ci eravamo illusi. Ci siamo preoccupati vedendo il calo emotivo della squadra ad ogni gol preso. Con molta umiltà, abbiamo deciso di cambiare prima della sosta. Ma vorrei aggiungere una cosa rispetto a quando ha già detto il mister sulla nostra attuale rosa…».
Prego…«Il mister ha ripetuto quello che già in passato avevo sostenuto e per il quale sono stato insultato da tanti tifosi, cioè che questa squadra era la più forte degli ultimi anni. Mister Bisoli ha aggiunto un aspetto, che questa squadra, con soli due innesti, l’avrebbe portata più in alto di quanto pensassi io. È la valutazione di un allenatore esperto, che resta anche una mia convinzione. Per tornare alla domanda iniziale, ora ci serviva una scossa, ma ricordo che questi nove punti, fatti sotto la gestione Rubinacci, ci sono serviti per non crollare ulteriormente in classifica».
La Curva, tra striscioni e post partita di Chiavari, l'ha contestata. Come sta vivendo a livello personale questa situazione?«Quando mio figlio ha iniziato a chiedermi di andare in curva a seguire la partita (la voce si spezza per la commozione, ndr) gli dicevo che non era il caso, perché anche un totem come Maldini, quando ha lasciato il calcio, è stato contestato. Lo stesso è capitato a Galliani, per restare nell’ambito dei dirigenti. Quindi ero preparato a questo momento, ma devo anche ricordare quello che in questi anni abbiamo fatto».
Cominciamo dalla Serie D?«Da quell’anno abbiamo fatto quattro campionati di Serie B e vinto due campionati di Serie C (uno ai playoff, ndr). Non credo l’abbia mai fatto nessuno nella storia recente della Reggiana. Gestire una società è difficilissimo e credo che sia legittimo sbagliarsi. Ci si sbaglia perché si prendono delle decisioni e ogni volta che devo prenderne una non dormo la notte, soffro fisicamente e mi isolo da tutti. Credo che in questi sette anni, parlo a titolo personale ma credo anche a nome di tutti, se siamo a questo livello dobbiamo ringraziare Romano Amadei. Dopo Amadei, in questa città, nessuno ha speso più soldi di me per la Reggiana».
Qual è stato il suo apporto al club, oltre che economico?«Credo di aver fatto crescere questa società, dandole prestigio con l’elezione per tre volte nel consiglio di Lega. Abbiamo realizzato, come dice anche mister Bisoli, un centro sportivo che se riuscissimo a finirlo sarebbe uno dei più belli d’Italia. Ho dedicato sette anni della mia vita alla Reggiana. Sapete bene che per tutto ciò che di buono faccio a Reggio, vengo insultato a casa mia (sorride, ndr). Non pensavo di rimanere sette anni, dopo essere stato accolto con diffidenza, pregiudizio e sospetti. Tuttavia, credo che la Reggiana, io l’ho fatta crescere tanto, nell’organizzazione e nelle strutture. Certamente, si può sbagliare».
Cos’è mancato in questi anni a livello societario?«Non siamo una società strutturata con mega dirigenti, perché abbiamo deciso di gestire il club in maniera “famigliare”. Io lavoro tutto il giorno e quando ho del tempo libero dalla mia attività lavorativa la dedico in toto alla Reggiana, tutti i giorni. Abitando a Modena, ho comprato anche un iPad molto costoso per firmare a distanza quello che c’è da firmare come presidente. Parlo ancora di me, ma è difficile trovare un presidente che si fa insultare dove abita per dedicare del tempo a una squadra di calcio per pura passione, perché non ho alcun interesse economico in città. Aggiungo una cosa, sempre personale…».
Prego…«A volte mi viene da dire che sono il miglior presidente della Reggiana, perché non ho nemmeno il giardiniere che è mio amico. Non ho altri interessi, se non il bene del club. Ho sempre voluto il meglio per la Reggiana, chiedendo che la squadra si allenasse su di un campo vero, un centro sportivo importante. Per me vale il bene della Reggiana, perché sono disinteressato».
Le offese l’hanno ferita?«Gli insulti, le critiche, lo screditarmi, mi creano dispiacere e amarezza. Credo che questa società, non io, non meriti tutto questo. Spendiamo milioni e milioni. Tutte le squadre che hanno speso meno di noi, tranne una squadra, sono davanti in classifica: noi abbiamo speso 11 milioni per fare la squadra, non due lire. Nessuno nelle mie condizioni avrebbe dato un euro, proprio perché non ho interessi in città. Vengo offeso in casa mia, a Modena, ma essere offeso anche qua a Reggio credo, è una mia idea personale, di non meritarmelo. Vorrei rubare una battuta a Roberto Benigni, per concludere: criticare questa società è come abitare a San Pietro e offendere il papa».
È meglio salvarsi in Serie B o lottare per vincere la Serie C?«A Chiavari, dopo l’episodio di durissima contestazione dei tifosi, mi sono venute in mente le parole di Doriano Tosi, dal quale ho imparato molto. Lui mi diceva che i tifosi preferiscono provare a vincere un campionato in Serie C che lottare per salvarsi in Serie B. Io non condivido questa opinione. Siamo in Serie B, siamo in Serie B (alza la voce, ndr)! Voglio lottare per tenere la Reggiana in questa categoria, ma pare che in tanti vogliano scendere per vincere il campionato. Ora c’è dispiacere, delusione e amarezza, ma ero preparato anche a questa contestazione».









































