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·1 avril 2026

San Siro, club convinti di andare avanti: per ora non prevedono di usare lo scudo legale

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L’indagine della Procura di Milano che mette in dubbio la regolarità dell’iter di vendita di San Siro a Inter e Milan ha sorpreso, e non poco, i due club milanesi che hanno come obiettivo quello di costruire un nuovo impianto accanto a quello attuale, che sarebbe quindi abbattuto per la maggior parte.

Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere della Sera, al momento da Inter e Milan non si registra un livello di apprensione particolarmente alto al momento. Di certo, essendo entrambe di proprietà di due fondi statunitensi che lavorano da anni in giro per il mondo, la sorpresa di questa indagine rimane comunque alta soprattutto per le grandi difficoltà incontrate fin qui per un progetto che punta a rilanciare un intero quartiere della città. E ora c’è anche questa questione giudiziaria con perquisizioni e indagati.


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Detto ciò, da Inter e Milan c’è massima cautela a prendere posizioni ufficiali pubblicamente, convinti anche di aver rispettato tutte le leggi italiane in merito. Inoltre, fra gli indagati non ci sono i due club, ma figure manageriali che nel caso del Milan sono semplici consulenti (Giuseppe Bonomi e Marta Spaini) e in quello dell’Inter sono ex dipendenti, vale a dire Alessandro Antonello e Mark Van Huuksloot.

Proprio per questo, nessuno all’interno delle due società, e tantomeno nelle due proprietà made in USA, intende appellarsi alla clausola di salvaguardia che era stata inserita nel rogito per il contratto di vendita di San Siro. Questa clausola fu inserita per garantire la possibilità di recedere dal contratto in caso di processo penale verificatosi nei primi nove mesi dalla stipula e così impattante da bloccare i lavori.

Per il momento, questa indagine non comporta l’immediata attivazione di tale clausola ed è una possibilità che non viene presa in considerazione da nessuno dei due club. Inter e Milan, infine, preferiscono non commentare le indagini della Procura di Milano con il massimo rispetto per le istituzioni giuridiche, ma soprattuto per quelle comunali che hanno lavorato alla cessione di San Siro. I due club puntano ad andare avanti con i lavori propedeutici alla posa della prima pietra, in attesa di novità dalla Procura.

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