Serena sentenzia: «David frenato dalla testa, Vlahovic può essere il centravanti giusto se sta bene fisicamente. Yildiz? Ora deve decidere una cosa» | OneFootball

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·24 avril 2026

Serena sentenzia: «David frenato dalla testa, Vlahovic può essere il centravanti giusto se sta bene fisicamente. Yildiz? Ora deve decidere una cosa»

Image de l'article :Serena sentenzia: «David frenato dalla testa, Vlahovic può essere il centravanti giusto se sta bene fisicamente. Yildiz? Ora deve decidere una cosa»

Aldo Serena ha parlato della Juventus in vista del match con il Milan in programma domenica sera a San Siro, facendo anche il punto sull’attacco bianconero


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Chi ha più da perdere domenica tra Milan e Juventus? «Direi il Milan. Nelle ultime uscite – compresa la vittoria con il Verona – mi è sembrata una squadra davvero in difficoltà. Non comanda la partita e non dà mai l’impressione di saper mettere sotto l’avversario con violenza. La Juventus, invece, dall’arrivo di Spalletti, ha imparato a farlo. Motivo per cui il canovaccio del match dovrebbe vedere i bianconeri all’attacco, con un pressing costante nella metà campo avversaria e, viceversa, un Milan che si chiuderà a riccio per provare a sfruttare le ripartenze».

Un problema che accomuna entrambe dall’inizio della stagione è l’assenza della punta. «Direi proprio di sì. Fullkrug e Gimenez non si sono riusciti a inserire bene, e i vari Pulisic e Leao sono incappati – forse – nel loro peggior anno in rossonero. Hanno reso al di sotto delle loro capacità pur essendo quelli su cui Allegri puntava per scardinare le difese avversarie». 

C’è chi crede che dietro la crisi delle punte rossonere ci sia proprio l’idea di calcio di Allegri. «Il fatto è che il suo modo di giocare contemplerebbe una punta di un determinato tipo. Fullkrug per poter rendere avrebbe bisogno di due esterni che lavorino per lui e che gli servano cross a profusione. Gimenez pure, perché non sa inventarsi il gol a 30 metri dalla porta. Max in rosa avrebbe due frecce come Leao e Pulisic, ma gli manca l’arco per scoccarle…»

La differenza tra Juve e Milan è che i bianconeri sono riusciti a trovare i gol altrove… «E questo soprattutto grazie a all’abilità nell’uno contro uno di Chico e Yildiz e agli inserimenti di McKennie. Un profilo sorprendente: non sai mai da dove arriva ed è pure prezioso in fase difensiva. A memoria, se ripenso a quando giocavo io, non mi viene in mente un calciatore così eclettico».

Che idea si è fatto di David? Meriterebbe un’altra chance nella prossima stagione? «In Ligue 1 ha dimostrato di avere i numeri nelle gambe, oltreché una buona qualità. Quindi credo che a frenarlo sia stata soprattutto la testa e qualche problema di ambientamento. Penso però che ora la Juventus debba seguire le indicazioni tecniche di Spalletti e mi pare di capire che lui voglia un centravanti di sostanza, fisico, che sappia trovare il gol un po’ da solo». 

Vlahovic può essere quel tipo di centravanti? «Le sue qualità sono indubbie: se sta bene fisicamente direi proprio di sì. Ma questa è un’incognita tutta da valutare, specie se dovesse essere vero – come si dice – che Dusan si porti dietro ancora gli strascichi della pubalgia. Il prossimo anno sarà cruciale per le sorti del club. La Juve non può più permettersi di sbagliare il centravanti».

Tra i possibili candidati ci sono Lewandowski e Kolo Muani. Quale dei due prenderebbe? «L’età anagrafica del polacco non mi convince: prenderlo significherebbe correre il rischio di vederlo calare sul piano delle prestazioni. Quindi tra i due, preferirei il francese, detto che quest’anno ho avuto modo di commentare da vicino un centravanti che sarebbe perfetto per la Juventus…».

Chi? «Balogun del Monaco. In Champions ha messo in seria difficoltà un totem come Bremer. Ma temo che costi troppo…».

Il discorso dell’età vale pure per la porta? La Juve ha messo nel mirino Alisson e De Gea… «Ecco, qui mi non mi scandalizzerei se dovessero prendere il brasiliano. Ha avuto qualche problema fisico, ma è una garanzia. Lucio ne conosce bene i punti di forza. Ma andrebbe bene pure De Gea: penso che in una piazza come quella bianconera si riproietterebbe ai livelli top del calcio europeo. Ha ancora molto da dare». 

Che mi dice invece di Yildiz e Leao? Uno è cresciuto a dismisura, l’altro sta vivendo forse il peggior momento della sua avventura al Milan. «Kenan ora è a un bivio, perché non è ancora un 10 vero e proprio: deve scegliere se seguire le orme di Platini, innamorandosi maggiormente del gol; oppure se vuole rimanere un Laudrup. L’uomo squadra è anche quello che chiude la stagione con 20 reti… Quindi sta a lui scegliere dove vuole andare. Quanto al portoghese, sono preoccupato dalla sua involuzione. È davvero un peccato vedere un ragazzo con questo fisico – prorompente – e questa qualità buttarsi via. A differenza di Yildiz, Leao sembra un oggetto estraneo alle dinamiche di squadra. Non è collegato con il resto dei compagni. Si accenda a intermittenza, facendo sempre una partita a sé».

Con 5 colpi la Juve può tornare a giocarsi lo scudetto? «Beh, cinque di livello sono tanti… Normalmente, ci va del tempo per riuscire a far rendere insieme i nuovi arrivati. Ma con un allenatore didattico, studioso e attento come Spalletti, penso che possano bruciare le tappe e puntare subito al titolo». 

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