PianetaChampions
·15 mai 2026
🤯 Solo 3 sicuri e possibile RIVOLUZIONE: mezza Serie A può cambiare allenatore in estate! Il punto

In partnership with
Yahoo sportsPianetaChampions
·15 mai 2026

Mancano soltanto due giornate alla conclusione del campionato di Serie A 2025-2026, ma è già tempo di pensare al valzer di panchine che scatterà già nelle prossime settimane.
Allo stato attuale delle cose, soltanto 3 società dell’attuale roster (senza contare le retrocesse Verona e Pisa) sono certe di proseguire con l’attuale guida tecnica: si tratta di Inter, Juventus e Roma – rispettivamente – con Cristian Chivu, Luciano Spalletti e Gian Piero Gasperini.
Per il resto delle compagini vige, invece, quantomeno il beneficio del dubbio. Di seguito un’analisi squadra per squadra.
Nonostante l’impatto tutto sommato positivo di Raffaele Palladino, più di qualcosa sembra essersi rotto con il passare delle settimane in particolare dopo il negativo epilogo della semifinale di Coppa Italia. La sensazione è che si vada verso una separazione, considerando anche come il nuovo direttore sportivo Cristiano Giuntoli vorrà quasi certamente scegliere da sé il prossimo allenatore nerazzurro.
Vincenzo Italiano ha complessivamente compiuto un capolavoro in rossoblù, anche se la stagione che sta per concludersi appare per certi versi forse “deludente” rispetto alle premesse iniziali e alla trionfale cavalcata della passata annata sportiva. L’ex Fiorentina e Spezia è stato spesso accostato a Napoli e Milan, ma nei giorni scorsi si è parlato anche di una permanenza a sorpresa in Emilia. Le parti dovrebbero confrontarsi a campionato finito per decidere il da farsi.
La salvezza non è ancora ufficiale, ma manca pochissimo anche per l’aritmetica. Non dovrebbero esserci grossi dubbi sulla conferma di Fabio Pisacane che è vicinissimo all’obiettivo e ha valorizzato durante l’annata anche diversi giovani al primo anno di Serie A. La certificazione dell’obiettivo, verosimilmente in arrivo in questo weekend, dovrebbe poi portare alla decisione finale.
Cesc Fabregas è l’anima, la testa e il cuore del capolavoro lariano e dall’ambiente filtra la sensazione che si voglia proseguire assieme. È chiaro, però, che il lavoro del trainer catalano sia sotto gli occhi anche delle principali big europee: ad oggi è un grosso sì alla permanenza, ma le vie del mercato – si sa, anche per gli allenatori – sono infinite…
Tutto dipenderà dall’eventuale salvezza dei grigiorossi, oggi indietro di un punto rispetto al Lecce. Marco Giampaolo lo scorso anno lasciò proprio i salentini dopo l’impresa, questa volta potrebbe invece magari anche decidere di restare e provare ad aprire un mini ciclo. Prima però, come detto, bisognerà mantenere la categoria.
Per la Viola, invece, pochissimi dubbi: nonostante una salvezza tutt’altro che scontata, Paolo Vanoli non sarà confermato. Fabio Paratici andrà alla ricerca di un profilo diverso per rilanciare il progetto verso orizzonti più ambiziosi: due dei più chiacchierati sono quelli di Maurizio Sarri e Fabio Grosso.
Altra impresa salvezza non banale è quella compiuta da Daniele De Rossi alla guida del Grifone. Nei giorni scorsi DDR non se l’era sentita di fare promesse sulla sua permanenza ai piedi della Lanterna, anche se nella giornata di ieri ha confessato di voler rimanere. Segnali misti, dunque, che andranno necessariamente chiariti.
Praticamente scontato l’addio di Maurizio Sarri al termine di una stagione complicatissima che lo stesso trainer toscano ha però provato a concludere con dignità. Improbabile che possa accettare di proseguire nella Capitale in condizioni tanto avverse: su di lui ci sono la già citata Fiorentina, ma anche Napoli e Atalanta.
Vedasi quanto detto per Marco Giampaolo. Ogni valutazione e riflessione è strettamente collegata alla salvezza. Senza questa, sarà certamente divorzio e l’ennesima delusione per il trainer abruzzese che collezionerebbe, tra l’altro, la terza retrocessione in tre anni dopo quelle alla guida di Frosinone e Venezia.
Anche qui i segnali sono inequivocabili: Massimiliano Allegri viaggia verso l’addio e la sensazione è che neanche una soffertissima qualificazione alla Champions League potrebbe portare a scenari differenti. Oltre al campo, la frattura con Giorgio Furlani e Zlatan Ibrahimovic appare oramai insanabile.
Si attende il decisivo summit tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte, ma l’impressione è che il ciclo dell’ex CT alle pendici del Vesuvio sia da mesi giunto al capolinea. Anche questa volta si viaggia quindi verso l’addio del trainer salentino a un club dopo appena due anni: se così fosse, ci sarebbero ad ogni modo da definire le modalità del divorzio con il patron.
Al netto di un gioco non spumeggiante, il 31enne Carlo Cuesta ha salvato in ciabatte in Ducali praticamente già a febbraio compiendo un piccolo-grande capolavoro al primo anno da head coach in Serie A. I presupposti sulla carta per continuare assieme ci sarebbero tutti, ma tale scenario non sarebbe a sorpresa ad oggi così scontato.
Altro ottimo percorso è stato quello di Fabio Grosso in neroverde. Dopo la dominante cavalcata promozione nella scorsa Serie B e l’eccellente stagione da “neo-matricola”, il tecnico abruzzese ha dimostrato di essere pronto per uno step in avanti: la Fiorentina, come detto, lo valuta con grande attenzione e per sostituirlo sono emersi nelle scorse settimane i nomi di Ignazio Abate della Juve Stabia e Alberto Aquilani del Catanzaro.
Roberto D’Aversa, subentrato a Marco Baroni, ha portato la nave in porto. Quasi impossibile, però, che ciò gli possa valere la conferma: la società è già al lavoro per il successore, anche se la pista Rino Gattuso pare già essere naufragata.
Molto bene ha fatto in bianconero anche Kosta Runjaic: non tirerebbe aria di separazione (ha rinnovato a inizio stagione fino al 2027), ma è chiaro che un’eventuale chiamata da una semi-big della Serie A (Lazio?) potrebbe sparigliare le carte in tavola.
Direct







































