Inter News 24
·18 mars 2026
Spalletti contro Conte, ma c’è il terzo incomodo: non se ne fa più nulla

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·18 mars 2026

La sfida era pronta, anche abbastanza chiara nei contorni: da una parte Luciano Spalletti, dall’altra Antonio Conte, entrambi alla ricerca di un difensore moderno, mancino, capace di impostare e reggere l’uno contro uno. E quel nome era diventato subito lo stesso per tutti, Riccardo Calafiori.
Solo che nel frattempo si è inserito il vero protagonista della storia, quello che spesso resta sullo sfondo ma decide tutto: l’Arsenal. E la decisione, a questo punto, è netta. Non si tratta più di trattativa complicata o di distanza economica, ma di una chiusura vera. Calafiori non si muove.
Tre stagioni fa il Bologna lo aveva preso con una spesa contenuta, poco sopra i 4 milioni di euro, in un’operazione che allora sembrava quasi di prospettiva, senza troppo rumore intorno. Poi il salto è stato evidente, continuo, fino a diventare uno dei profili più interessanti nel suo ruolo.
Da lì il passaggio in Premier e l’investimento importante dell’Arsenal, che lo ha portato a Londra con cifre completamente diverse, sopra i 40 milioni, segnale chiaro di quanto fosse cambiata la percezione del giocatore nel giro di poco tempo.
Juventus, Napoli e Inter si sono mosse, riporta ‘Team Talk’, in momenti diversi ma con lo stesso obiettivo, perché Calafiori risponde esattamente al tipo di difensore che oggi cercano tutte le big italiane: uno che non sia solo difensivo ma che sappia anche costruire gioco.
I bianconeri lo vedevano come un innesto perfetto per dare qualità da dietro, i campioni d’Italia in carica come un profilo ideale per il sistema di gioco, i nerazzurri come un’alternativa di livello per rinnovare la linea. Tre idee diverse, ma una base comune. Il problema è che si sono tutte fermate nello stesso punto, davanti al muro eretto dall’Arsenal del manager Mikel Arteta.
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