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·2 avril 2025
Spezia, Hristov: “Nostro campionato devastante, crediamo ancora al secondo posto! Sbagliato puntare il dito su Chichizola”

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·2 avril 2025
Petko Hristov, difensore e capitano dello Spezia, ha fatto il punto sul non semplice momento degli Aquilotti in un’intervista concessa ai colleghi di Cittadellaspezia.com:
“Sono il capitano dello Spezia e sarei l’uomo più felice del mondo se riuscissi a portarlo in Serie A. La preparazione sta andando come al solito. Siamo la solita squadra di otto mesi fa, ci stiamo preparando per la Samp perché non vediamo l’ora di giocare”,
“Siamo partiti per salvarci quest’anno, poi piano piano ci siamo resi conto di quanto fossimo forti. Ci troviamo in una posizione di classifica importante, con sette partite e ventuno punti davanti, e mentalmente non è cambiato niente in noi. Siamo una squadra forte, unita, contro di noi è sempre difficile per chiunque”.
“Siamo terzi da tutto il campionato e a volte sento dire che potevamo fare meglio, che abbiamo perso qualche punto qua e là. Ma siamo terzi in classifica, stiamo facendo un campionato devastante in cui abbiamo vinto partite bellissime. Fino alla fine ci giocheremo il campionato. Il calcio sappiamo che è così, ma quando perdi non è giusto puntare il dito contro qualcuno, invece quando si vince siamo tutti fortissimi. Il calcio senza tifosi non vale niente, mi piace vedere la gente che viene allo stadio e anche quando si perde ci dà una mano. Nel calcio non si può vincere sempre, se lo Spezia non avesse mai perso anni fa non sarebbe stato in Serie C”.
“Chichizola ci dà una grandissima esperienza, dà tanti consigli a noi difensori perché è uno che ha visto tanto calcio, ha fatto mille partite, ha vinto tanto. È importante per noi avere uno come lui in porta. Non è giusto che quando si perde come contro il Brescia si punti il dito e si dica che abbiamo perso per colpa sua. Ogni giocatore sbaglia, in una partita si sbaglia tantissimo, poi prendi gol e tutti lo fanno notare. Non va bene puntare il dito, specie se siamo terzi. Abbiamo bisogno di tutti in questo momento. C’è da giocarsi un secondo posto ancora, poi al massimo ci saranno i playoff. Io sono il capitano dello Spezia e mi sento responsabile per tutti: se succede qualcosa che si critichi me, non voglio vedere che si punti il dito contro qualcuno dei miei compagni. Sono uno che sente tantissimo le partite dello Spezia, è nel mio cuore, sto cercando di dare il massimo per vincere sempre, come tutta la nostra squadra. Nessuno di noi entra in campo con la consapevolezza di perdere, poi ci sono gli avversari e può sempre succedere qualunque cosa”.
“Ovviamente la classifica la guardiamo, non possiamo non farlo. Guardiamo i punti dal Pisa e quelli dalla Cremonese, ma tra di noi non ne parliamo mai. Dipende tutto da noi: se vinciamo sempre siamo artefici del nostro destino, quindi non serve pensare agli altri. Trovarci terzi ci mette più pressione ma siamo contenti di essere lì. È ovvio che non siamo sazi, siamo contenti di come stiamo giocando, con un calcio bellissimo, diretto, molto di corsa e contrasti. Ci conosciamo tra noi, abbiamo un’idea di gioco e siamo felici per questo”.
“A me piace essere responsabile di tutto ciò che accade nella mia vita. Mi piace aiutare le persone, sia in campo che fuori. Voglio fare tutto io, voglio essere protagonista, e sono riuscito a portare nella squadra questa cosa qua. Siamo una squadra giovane, ci sono tanti ragazzi nella nostra squadra e non è così in tutte le squadre della Serie B. Ci sono 4-5 giocatori con esperienza perché ci servono tanto, ci danno una mano. A me piace essere sotto pressione. Quando un giocatore scende in campo e non la sente per me non può fare il calciatore. Io sono il capitano dello Spezia, rappresento una città, una squadra, una tifoseria e ho troppo rispetto per il mister, lo staff e i miei compagni per non dare il massimo per loro”.
“Questo è il miglior anno della mia carriera. Quando sono arrivato allo Spezia ci siamo salvati in Serie A, ero contento ma non ho giocato tantissimo. Poi con mister Gotti non mi sono trovato e quando sono tornato l’anno scorso sono rientrato in un momento difficile per la squadra e penso di aver dato una grande mano per salvarci. Ora sto giocando il mio miglior campionato. Il prestito al Venezia mi ha cambiato la carriera. Mi sono sentito forte, un giocatore importante, mister Vanoli mi ha dato grandissima fiducia e quando sono tornato, con mister D’Angelo ci siamo subito trovati. Io avevo bisogno di lui e lui di me”.
“D’Angelo mi ha cambiato la vita calcistica. Mi ha reso il capitano dello Spezia, una cosa che mai avrei immaginato, e mi ha dato tanta stima e consapevolezza. A un giocatore serve sentirsi forte, importante, e il mister lo fa con tutti. Parla con tutti allo stesso modo, sia a me che sono il capitano che al ragazzo di 17 anni. Sta cambiando la mia vita, stiamo facendo un ottimo campionato e da capitano mi fa piacere rappresentare la squadra”.
“L’anno scorso ci siamo trovati nella posizione di classifica delle squadre che adesso andremo ad affrontare e sappiamo quanto conti lottare per salvarsi. Ho sempre detto che da febbraio in avanti il campionato è un’altra cosa, chi è in basso deve fare più punti possibile mentre chi è su deve vincere sempre. È difficile per tutti: l’anno scorso ci siamo trovati in quella situazione, sappiamo quanto conti”.
“Sarei l’uomo più felice del mondo se portassi lo Spezia in Serie A. È il mio sogno, ci credo da inizio campionato perché siamo una squadra forte e sarebbe bellissimo riuscirci, da capitano. La Serie A l’ho vista, ho visto gli stadi in cui abbiamo giocato e vincere la Serie B cambierebbe la vita a noi giocatori. Vorrei tornare a giocare all’Olimpico, a San Siro, lo Spezia se lo merita”.
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