Stadio Flaminio, la replica dell’Ordine degli Architetti alla Nervi Foundation: la lettera | OneFootball

Stadio Flaminio, la replica dell’Ordine degli Architetti alla Nervi Foundation: la lettera | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Lazionews24

Lazionews24

·15 juin 2026

Stadio Flaminio, la replica dell’Ordine degli Architetti alla Nervi Foundation: la lettera

Image de l'article :Stadio Flaminio, la replica dell’Ordine degli Architetti alla Nervi Foundation: la lettera

Stadio Flaminio, botta e risposta: la lettera dell’Ordine degli Architetti alla Nervi Foundation! Le ultimissime

L’Ordine degli Architetti di Roma ha risposto alla richiesta avanzata nei giorni scorsi dalla Pier Luigi Nervi Foundation riguardo a un intervento istituzionale sulla proposta presentata dalla Lazio. Questa mattina l’Ordine ha inviato una lettera alla Fondazione, firmata dal presidente Cristian Rocchi e da Silvia Nigro, consigliere delegato agli Archivi e all’Osservatorio 900. Il documento chiarisce la posizione dell’Ordine e rappresenta un passaggio formale importante nel confronto tra istituzioni e società sportiva per la valutazione del progetto relativo allo stadio biancoceleste. Vi riportiamo il contenuto ripreso da ansa.it:


Vidéos OneFootball


“Lo stadio Flaminio di Roma una delle opere più significative dell’architettura moderna italiana, firmata da Pier Luigi e Antonio Nervi: una testimonianza di eccezionale valore architettonico e ingegneristico del Novecento, oltre che simbolo delle Olimpiadi di Roma del 1960“. Pertanto, intervenire “è sempre possibile a condizione di non contrapporre innovazione e conservazione”. “Affinché nella Conferenza dei Servizi siano pienamente considerate le ragioni della tutela, della cultura del progetto e della responsabilità tecnica”. “Quando si interviene su un bene culturale che costituisce patrimonio della Nazione e la sua rifunzionalizzazione rappresenta anche una condizione per garantirne la conservazione, l’esperienza storica dimostra che è possibile coniugare tutela e trasformazione. Il confronto sul futuro dello stadio si sviluppi nel quadro di una riflessione ampia e generale sul rapporto tra tutela, trasformazione e qualità del progetto contemporaneo. I criteri di tutela non implicano mai una visione di conservazione statica” e quindi “intervenire è possibile, ma richiede un approccio fondato su qualità e responsabilità del progetto e su una conoscenza approfondita del manufatto e dei suoi valori costitutivi”. Se la linea di intervento è quella di “non contrapporre innovazione e conservazione” al contempo si deve rifiutare “l’adesione a modalità di intervento progettuale totalmente libere dai vincoli e dalle indicazioni che la comprensione storico critica del bene abbia evidenziato”. L’Ordine procede così “è importante che i nuovi usi assegnati al bene vincolato non entrino in conflitto con gli elementi essenziali architettonici, base del vincolo di tutela.    Anche il progetto contemporaneo sullo stadio Flaminio non deve essere inteso come contrapposto alla tutela, ma come strumento per tramandare le valenze del nostro patrimonio culturale, così come descritto nelle relazioni di vincolo, alle generazioni future”. Pertanto, “interventi complessi e stratificati, come quello previsto per lo Stadio Flaminio, avrebbero potuto beneficiare di un confronto più ampio tra diverse soluzioni progettuali attraverso, per esempio, un concorso di architettura. Sosteniamo che sarebbe auspicabile ricorrere a procedure concorsuali capaci di mettere a confronto diverse soluzioni progettuali, affidandone la valutazione a giurie composte da figure di comprovata esperienza e competenza nell’ambito degli interventi su beni sottoposti a tutela”.

À propos de Publisher