Pagine Romaniste
·27 février 2026
Stadio Roma, Veloccia accelera: “Prima pietra nel 2027, più parcheggi nell’area”

In partnership with
Yahoo sportsPagine Romaniste
·27 février 2026

Il progetto del nuovo stadio della Roma continua a muovere passi concreti sul fronte amministrativo. Non siamo ancora alla posa della prima pietra, ma l’iter istituzionale procede e dal Campidoglio arrivano indicazioni precise sulle prossime tappe e sugli interventi collegati all’impianto.
Come riportato da Il Messaggero, l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha illustrato i contenuti della delibera approvata in Giunta sullo stadio della Roma. Ecco le sue parole:
Letta così, qualcuno potrebbe essere portato a pensare che i parcheggi previsti non siano sufficienti.
“No, no, i parcheggi bastano. I parcheggi, come dimostrano gli studi di traffico depositati, sono sufficienti tanto dal punto di vista normativo che da quello gestionale“.
E allora, perché questo passaggio?
“Perché è chiaro che noi lì, a Pietralata, immaginiamo uno sviluppo complessivo dell’area. Di conseguenza, la realizzazione di ulteriori parcheggi pubblici per noi è comunque importante“.
Tradotto?
“Tradotto: a prescindere dallo stato, noi vogliamo utilizzare le ulteriori risorse che verranno versate a Roma Capitale da As Roma anche per ampliare la disponibilità dei parcheggi a partire dalla prossima delibera sul Piano Urbano Parcheggi“.
Previsioni sul voto in aula? Quando?
“La previsione è di andarci in tempi brevi. Ma, ovviamente, è una competenza dell’Assemblea capitolina. Ci saranno le commissioni che analizzeranno le relazioni che abbiamo allegato, però io credo che ci sia una grande attesa da parte di tutti affinché si possa passare affinché si possa passare alla fase finale del progetto che è proprio quella della conferenza dei servizi decisoria“.
Quindi? “Quindi, penso che di fronte al lavoro fatto dagli uffici di verifica dell’ottemperanza, oggi noi siamo chiamati a esprimere un voto rapido per arrivare alla conferenza di merito decisoria, dove poi verranno ovviamente fatte tutte le analisi tecniche nel merito di ogni singola soluzione individuata dalla Roma e si arriverà poi al disegno finale del progetto e finalmente alla prima pietra che vogliamo con la possibilità di essere posta l’anno prossimo, nel 2027“.
Insomma, in tempo per le prossime elezioni comunali, come qualcuno malignamente insinua?
“No, in tempo per i campionati europei Uefa 2032: se vogliamo che lo stadio della Roma sia parte del dossier italiano per il 2032, ci sono dei tempi molto stringenti. Che sicuramente il commissario potrà aiutare a comprimere un po. Noi abbiamo fatto il nostro lavoro perché in pochissime settimane abbiamo fatto un’istruttoria di oltre 500 elaborati tecnici. Si tratta di un lavoro lunghissimo, complesso, molto più complesso, ovviamente di quello fatto a suo tempo sullo studio di fattibilità iniziale: si è trattato di un lavoro molto delicato sia sulla parte sia tecnica che su quella economico-finanziaria”.
Maggioranza compatta? O ci sono consiglieri col mal di pancia?
“Chiunque faccia l’amministratore a Roma sa che un progetto che porta un investimento di un miliardo con un indotto che cuba una cifra tripla, non si possa fermare per qualche retropensiero e che in una città intelligente si debba fare di tutto perché questo progetto si realizzi“.
Ricapitolando: voto molto a breve e niente tentennamenti.
“Lo stadio della Roma non sarà solo un impianto sportivo moderno e dedicato ai tifosi, ma un vero e proprio nuovo polo urbano che arricchirà la città e contribuirà alla riqualificazione del quadrante di Pietralata. Abbiamo dimostrato la volontà e la capacita di lavorare per lo sviluppo e il futuro della città. Da quando abbiamo ricevuto il dossier non abbiamo perso tempo e abbiamo agito con determinazione per concludere l’istruttoria in poche setti-mane. Ringrazio, in proposito, tutti gli ufficio per il grande impegno profuso. Adesso siamo pronti per portare il provvedimento in Aula e per fare in modo che, al più presto, possa avviarsi finalmente l’iter finale del percorso con l’approvazione in conferenza di servizi“.
Direct


Direct







































