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·15 juin 2026

Stadio Torino, il Comune ha fretta: richiesto a Cairo il deposito della proposta di partenariato

Image de l'article :Stadio Torino, il Comune ha fretta: richiesto a Cairo il deposito della proposta di partenariato

In attesa di capire quale sarà il futuro del Torino – se sarà venduto o rimarrà ancora sotto il controllo di Urbano Cairo – un dossier aperto, con relativa urgente, rimane quello relativo allo stadio Olimpico Grande Torino con il Comune del capoluogo piemontese che intende mettere fretta al patron del club granata dopo le interlocuzioni degli scorsi mesi.

Come riporta l’edizione odierna di Tuttosport, l’assessore allo Sport del Comune di Torino Mimmo Carretta ha appena rivelato anche aspetti nuovi sulla questione stadio, sui possibili destini dell’Olimpico Grande Torino rispondendo all’interpellanza a risposta scritta a sindaco e assessore competente, presentata dal consigliere comunale Andrea Russi, capogruppo in Comune del Movimento 5 Stelle, con all’interno ben 12 domande. Questioni che riguardavano vari aspetti e che comprendevano lo stato in essere della questione stadio, sulle nuove scelte della giunta Lo Russo, sulla documentazione presentata dal Torino e dallo stesso club richiesta alla Città, sulle interlocuzioni in corso, sulle caratteristiche della manifestazione di interesse preliminare della società granata.


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Una però era la domanda principale e riguardava le tempistiche relative alla presentazione della proposta di partenariato pubblico-privato promessa ad aprile dal Torino al Comune, proprietario dell’impianto. E di conseguenza anche sugli sviluppi possibili dal 1° gennaio del prossimo anno, dopo che sarà scaduta la proroga originaria dell’affitto dello stadio, fissata per il 31 dicembre 2026.

A tutte queste domande ha risposto l’assessore Carretta, anche se per alcune ha deciso la strategia della risposta d’attesa, visto che non può dire cosa farà il Torino in questa vicenda. Dopo più di un anno dalla partenza dell’iter per la richiesta di cancellazione delle ipoteche da 38 milioni di euro che da 20 anni gravavano sullo stadio, ottenute in a luglio, il Comune stesso ha invitato a più riprese il club di Cairo a proseguire nel redigere la proposta di partenariato, di cui lo stesso patron granata ha sempre parlato.

«In data 20 aprile 2026 – ricorda l’assessore Carretta –, il Torino ha inoltrato alla Città una preliminare manifestazione di interesse, finalizzata alla presentazione di una proposta di partenariato pubblico-privato», E fin qui, ovviamente, nulla di nuovo. Inoltre, va ricordato che sempre a fine aprile, il Torino aveva siglato con il Politecnico di Torino «un protocollo di intesa finalizzato alla redazione di un progetto di valorizzazione dello stadio e del Robaldo», il centro sportivo per il vivaio. Il tutto finalizzato a elaborare una proposta di partenariato pubblica-privato mediante finanza di progetto da presentare alla Città per riqualificare i due impianti sportivi e, all’interno di un più ampio piano d’ambito, anche i territori circostanti».

Nella replica al consigliere Russi, l’assessore Caretta ha infatti rivelato che, «in riscontro alla suddetta» preliminare manifestazione di interesse, «finalizzata alla presentazione» da parte del Torino «di una proposta di partenariato publico-privato, con nota della Direzione Generale (…) la Città ha espresso il proprio interesse all’esame e valutazione della proposta, invitando a depositare la stessa nel più breve tempo possibile», riproducendo così in carta bollata l’analoga formula portata a suo tempo dal Torino, in un comunicato stampa. Inoltre, va calcolato che tale proposta potrebbe essere adeguata, ma anche giudicata contrariamente visto che dovrà passare sotto la lente di ingrandimento degli uffici comunali preposti.

Quello che non potrà mancare nella proposta è un progetto di fattibilità, un piano economico-finanziario, un cronoprogramma e altra documentazione fondamentale. Insomma, dovrà essere una proposta concreta, dettagliata. il Comune, dunque, sarà poi chiamato ad analizzare e dichiarare adeguata o meno la proposta del Torino. Un iter complesso, senza dimenticare la questione relativa alla possibile cessione del club, che diventerebbe certamente più appetibile, e dal valore maggiore, con una questione stadio definitivamente risolta e avviata verso un partenariato pubblico-privato.

Da parte della giunta del sindaco Lo Russo c’è la speranza che il Torino presenti tale domanda entro il mese di settembre. «La questione relativa alla gestione dell’impianto successivamente al 31 dicembre discenderà dalle decisioni del Torino , con specifico ferimento al deposito della proposta di partenariato – ha precisato nel frattempo l’assessore Carretta –. Se le caratteristiche della proposta permetteranno di chiudere l’iter entro tale data, sarà possibile addivenire ad un contratto conformato al relativo esito. Se per contro esse saranno tali da non consentire la chiusura dell’iter e al 31 dicembre quest’ultimo sarà in corso, sarà possibile, sempre subordinatamente all interesse pubblico della Città nei confronti della proposta che sarà presentata e per il tempo strettamente necessario alla chiusura della procedura, consentire alla Società l’utilizzo dell’impianto alle condizioni previste dal contratto vigente (…). Il rispetto di tale percorso sarà sufficiente ad escludere che si determinino ingiustificati ritardi nel processo di valorizzazione dell’impianto, ché peraltro non potrà essere considerato e valutato, nel merito, se non nel momento in cui sarà possibile conoscere le proposte progettuali».

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