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Alessandro De Felice ·4 juillet 2026
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Alessandro De Felice ·4 juillet 2026
Da Canada-Marocco a Portogallo-Spagna, passando per Brasile-Norvegia e Argentina-Egitto: il Mondiale entra nella sua fase più calda. Francia e Spagna partono davanti, ma il nuovo format ha già dimostrato di non fare sconti.
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Ne sono rimaste sedici. Il Mondiale formato extra large, voluto da Gianni Infantino e partito con 48 nazionali, ha già salutato trentadue squadre: alcune in modo clamoroso, come Germania e Olanda; altre con il sorriso, nonostante l’eliminazione, come Curaçao e soprattutto Capo Verde; altre ancora con un rimpianto pesante da portarsi dietro, dalla Croazia al Senegal fino alla Repubblica Democratica del Congo.
Da oggi comincia il vecchio “vero” Mondiale: gli ottavi di finale, quello che una volta era il primo turno a eliminazione diretta. Mancano quindici giorni alla finale del 19 luglio al MetLife di New York/New Jersey e il tabellone, dopo un primo giro a eliminazione diretta ricco di sorprese, ha già preso forma. Otto partite in quattro giorni, dal 4 al 7 luglio — nella notte tra il 7 e l’8 in Italia — per definire le otto nazionali che continueranno la corsa verso i quarti.

Se bisogna indicare il percorso più duro, è difficile guardare oltre il settore che può portare a un quarto tra Francia e Marocco e a una semifinale potenziale con Spagna o Portogallo. I Bleus sono la squadra che ha dato l’impressione più netta di superiorità, la Spagna è quella con il miglior equilibrio tecnico-tattico, il Marocco ha esperienza recente da grande torneo e il Portogallo ha ancora individualità capaci di ribaltare una notte.
Il lato di Brasile, Norvegia, Messico e Inghilterra è meno leggibile ma più pericoloso: Haaland può essere il grande fattore, il Messico ha casa e solidità difensiva, l’Inghilterra ha Kane ma non ancora continuità, il Brasile ha talento e Ancelotti ma anche qualche sofferenza di troppo.
Il percorso più interessante, forse, è quello dell’Argentina. Sulla carta, Egitto e poi una tra Svizzera e Colombia rappresentano un tragitto meno spaventoso rispetto a un incrocio immediato con Francia, Spagna o Brasile. Ma dopo quanto visto con Capo Verde, l’Albiceleste sa di non potersi permettere calcoli. Messi segna, ma il Mondiale non perdona. E da oggi, ogni errore vale un volo di ritorno.
📸 ROBERTO SCHMIDT - AFP or licensors







































