Calcionews24
·20 mai 2026
Tensioni nel Milan: Ibrahimovic scavalca Allegri? Ora tocca a Cardinale – VIDEO di Alberto Petrosilli

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·20 mai 2026

Le recenti indiscrezioni su Zlatan Ibrahimović rischiano di provocare un profondo terremoto all’interno del Milan. Secondo i rumors, lo storico ex attaccante avrebbe agito alle spalle dell’allenatore Massimiliano Allegri, comunicando ad alcuni giocatori la loro esclusione dal progetto per la prossima stagione. Una mossa che, in un momento cruciale per la qualificazione in Champions League, richiede l’intervento immediato del proprietario Gerry Cardinale.
Se queste ricostruzioni venissero confermate, la problematica per la società di via Aldo Rossi non sarebbe più soltanto gestionale, ma diventerebbe prettamente strutturale. Un club che punta a tornare stabilmente ai vertici europei non può tollerare ambiguità o guerre di potere interne. L’ex fuoriclasse era stato originariamente inserito nei quadri dirigenziali per fungere da collante tra spogliatoio e vertici, portando una mentalità vincente. Tuttavia, delegittimare la guida tecnica scavalcandone l’autorità significa creare confusione, alimentare divisioni in un gruppo psicologicamente fragile e anteporre il proprio peso personale agli interessi della squadra lombarda.
A questo punto, la responsabilità delle decisioni ricade interamente sul numero uno del fondo RedBird Gerry Cardinale. Il patron statunitense è chiamato a dimostrare di aver appreso dagli errori del recente passato, evitando che le dinamiche del Diavolo restino ostaggio di personalismi o di mere intuizioni mediatiche. Il dirigente è stato un simbolo indiscusso della rinascita sul campo, ma questo status non lo rende automaticamente intoccabile dietro la scrivania. Lavorare per accrescere la propria influenza a discapito dell’unità aziendale va contro il bene supremo della compagine meneghina.
Ciò di cui l’ambiente rossonero ha disperatamente bisogno oggi è una totale stabilità tecnica e dirigenziale. Il mister toscano, forte della sua indiscussa esperienza ed equilibrio, rappresenta il profilo ideale per garantire questa solidità. Se i vertici hanno scelto di affidargli il progetto sportivo, hanno il dovere di proteggerlo, non di sabotarlo dall’interno. Dopo anni di lotte intestine e repentini cambi di rotta, la proprietà deve prendere una decisione definitiva: rimettere la società al centro di tutto, anche a costo di allontanare figure ingombranti. Nessun nome può mai essere più grande del bene collettivo.







































