Thuram sul razzismo: «Vinicius è stato attaccato, ma è come se lo fossi io. Abbandonare il campo? E’ una soluzione anche se…» | OneFootball

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·15 mars 2026

Thuram sul razzismo: «Vinicius è stato attaccato, ma è come se lo fossi io. Abbandonare il campo? E’ una soluzione anche se…»

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Thuram è intervenuto sul tema del razzismo lanciando un messaggio molto delicato come quello del razzismo. Cosa ha detto il giocatore francese

Il mondo del calcio si ritrova nuovamente a fare i conti con la piaga del razzismo, scosso dal recente scontro avvenuto durante la sfida di Champions League tra Benfica e Real Madrid. Al centro della bufera l’argentino Gianluca Prestianni, accusato dalla stella dei Blancos Vinicius Junior di aver rivolto nei suoi confronti pesanti epiteti discriminatori. Mentre la UEFA ha ufficialmente aperto un fascicolo per fare luce sull’accaduto, diverse personalità dello sport hanno preso posizione. Tra queste spicca la voce autorevole di Thuram, che in un’intervista toccante rilasciata a Canal+Foot ha voluto analizzare il peso di tali episodi sulla pelle dei giocatori neri.

Il centrocampista non ha usato giri di parole per esprimere la propria vicinanza al collega brasiliano, sottolineando come certi attacchi colpiscano l’intera categoria. Per Thuram, la discriminazione non è mai un fatto isolato, ma una ferita collettiva: «È difficile per un giovane ragazzo nero. Nel 2026, puoi ancora essere aggredito a causa del colore della tua pelle».


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Con grande sensibilità, Thuram ha spiegato quanto sia facile identificarsi nella vittima di tali soprusi: «Vinicius è stato attaccato: è stato come se fossi stato attaccato io». Il calciatore ha poi aggiunto una riflessione amara sulla gratuità della violenza verbale: «Sarebbe potuto succedere a me… E tutto perché sono nero? Non ho la risposta per fermarlo negli stadi…».

Un altro punto cardine del discorso di Thuram riguarda la reazione che i calciatori dovrebbero avere di fronte a simili offese. Spesso si discute se sia giusto o meno interrompere la partita, ma la visione di Thuram sposta il fuoco della responsabilità dal bersaglio al colpevole.

«Abbandonare il campo potrebbe essere una soluzione, ma io voglio giocare a calcio», ha dichiarato con fermezza, rivendicando il diritto di esercitare la propria professione senza subire boicottaggi morali. La logica di Thuram è lineare: «È il mio lavoro e amo quello che faccio. Ci dovrebbero essere sanzioni più severe per chi si comporta in questo modo».

Il calciatore ha concluso il suo intervento con una domanda provocatoria che mette a nudo l’inefficacia di certe misure attuali: «Perché dovrei essere io ad abbandonare il campo? Dovrebbe essere lui ad abbandonare lo stadio». Per Thuram, è tempo che le istituzioni agiscano con pugno di ferro per estirpare queste condotte: «Dobbiamo mettere fine a queste assurdità. Facciamo sul serio».

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