Calcionews24
·13 février 2026
Tuchel, perché ha rinnovato con l’Inghilterra. I motivi e i retroscena spiegati dal The Guardian dietro alla decisione del ct. Cosa c’è di vero

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Quando Thomas Tuchel ha accettato la panchina dell’Inghilterra nell’ottobre 2024, sembrava il classico “mercenario di lusso”. Con un contratto iniziale di soli 18 mesi, l’obiettivo era chiaro e a breve termine: il Mondiale 2026. Tutti si chiedevano se la lontananza dai campi di allenamento quotidiani lo avrebbe annoiato, spingendolo a tornare presto alla guida di un top club.
Eppure, questa settimana, un Tuchel visibilmente entusiasta ha annunciato il rinnovo fino a Euro 2028. Cosa è cambiato? A questa domanda ha risposto in un pezzo molto documento sul The Guardian il giornalista Jacob Steinberg. Sicuramente il gruppo unito e le ottime qualificazioni mondiali hanno pesato, ma la motivazione principale è puro pragmatismo: il calcio delle nazionali offre oggi una stabilità che i club si sognano.
Basta osservare il panorama di questo inizio di 2026. Da gennaio abbiamo già assistito a separazioni burrascose al Chelsea, al Manchester United, al Real Madrid e al Tottenham. La gestione di un club è diventata una ruota del criceto impazzita, caratterizzata da:
• Pressioni insostenibili. Calendari dilatati (tra nuova Champions League e Mondiale per Club), media asfissianti, ingerenze delle proprietà e direttori sportivi onnipresenti.• Fallimenti fulminei. Enzo Maresca è imploso al Chelsea, Ruben Amorim si è scontrato con la dirigenza dello United, Xabi Alonso è stato “masticato e sputato” in meno di un anno a Madrid. Persino Arne Slot, pur avendo vinto la Premier con il Liverpool, ha la panchina che scricchiola.
Guardandosi intorno, le alternative scarseggiano. La Premier League è ricca ma tossica. Guardando al resto d’Europa, la disuguaglianza economica fa da padrona. In Italia, piazze storiche come Juventus o Milan non hanno le risorse economiche per competere ai massimi vertici della Champions o addirittura parteciparci. In Spagna c’è il vuoto dietro le solite due corazzate, mentre in Francia (PSG) e in Germania (Bayern Monaco) i ponti con il passato sono già stati tagliati.
Tuchel ha semplicemente compreso l’antifona, e non è il solo. Mentre Jürgen Klopp continua a godersi il padel lontano dallo stress, il trentottenne Julian Nagelsmann si appresta a guidare la Germania nel suo secondo torneo consecutivo. Il calcio delle nazionali, un tempo considerato il prepensionamento degli allenatori, è diventato il rifugio ideale per i migliori strateghi d’Europa.









































