OneFootball
Marco Alessandri·2 avril 2026
In partnership with
Yahoo sportsOneFootball
Marco Alessandri·2 avril 2026
Dopo la débacle di martedì sera in Bosnia, che ci costringerà a guardare dal divano il Mondiale per la terza volta di fila, il calcio italiano ricomincia da zero, questa volta per davvero.
Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, aveva convocato per oggi una riunione con le componenti federali, vale a dire i rappresentanti di Serie A, Serie B, Serie C, Dilettanti, Associazione allenatori e Associazione calciatori. Durante l'incontro, Gravina ha informato di aver rassegnato le dimissioni e di aver provveduto a indire l'Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC, che avverrà il 22 giugno a Roma. In seguito si è dimesso anche Gigi Buffon tramite un messaggio sui social.
ARTICOLO IN COSTANTE AGGIORNAMENTO.
Gianni Rivera, leggenda del Milan e della Nazionale, su Rai Radio 1 Sport ha dato la sua disponibilità a candidarsi come Presidente FIGC: "Sono pronto perché ho un programma ben preciso che ho fatto con amici, tra cui il figlio di Angelo Sormani: è un modello che stiamo studiando e preparando e che forse potrebbe essere utile per la Federazione" Qui le parole integrali e come funziona l'elezione.
Gabriele Gravina ha parlato all'uscita dalla sede FIGC dopo le sue dimissioni: "Dopo tanti anni, ci sono grande amarezza ma anche grande serenità. Devo ringraziare tutte le componenti, che ancora oggi mi hanno dimostrato grande sostegno e grande stima, affetto e vicinanza, anche insistenza per continuare, ma la mia scelta personale era già una scelta convinta e meditata. Ci vediamo nei prossimi giorni".
All'uscita dal Consiglio Federale, ha parlato Renzo Ulivieri (Presidente Associazione Italiana Allenatori): "Noi e, credo, anche i giocatori eravamo contrari alle dimissioni del Presidente Gravina, che ha fatto una scelta personale…".
In merito ha parlato anche Giancarlo Abete, presidente LND ed ex-presidente FIGC (già dimissionario nel 2014): "Eravamo a sostegno di Gravina a prescindere dall'esito delle partite. Io a disposizione? È un problema che non mi pongo. Ci sono 40 giorni per decidere". Qui le parole integrali.
Contrariamente a quanto affermato nel comunicato delle dimissioni di Gabriele Gravina da Presidente FIGC, non avrà luogo alla Camera dei deputati l'audizione programmata per l'8 aprile nella VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione. Una scelta, secondo Sky Sport, appresa con stupore dalla Federazione.
Dopo le dimissioni del presidente Gravina, ha rassegnato le sue dimissioni dalla FIGC anche Gianluigi Buffon tramite un messaggio sui social.
"Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi.
"Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti".
"Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale".
"E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo."
"Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino."
"Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21."
"Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore."
"Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine."
"Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte."
"Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre."
Arriva la notizia che tutti aspettavano: Gabriele Gravina si è dimesso da presidente della FIGC. Le elezioni per il successore saranno il 22 giugno.
Il presidente federale ha informato i presidenti delle componenti di essersi reso disponibile ad intervenire in audizione l’8 aprile in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano.
Si è svolto oggi presso la sede della FIGC a Roma l’incontro tra il presidente Gabriele Gravina e i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma. La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici.
Poi la precisazione sulle parole post partita di martedì sera, in cui l'ormai ex presidente aveva parlato di sport dilettantistici per sottolineare come mai in altre discipline l'Italia continui a raccogliere successi:
"A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)".
Alle 11.20 il presidente Gravina è arrivato in via Allegri, sede della Federcalcio a Roma. Presente anche un furgone della Polizia, per precauzione.
Già ieri, infatti, c'è stato un lancio di uova alla sede.
Anche il presidente UEFA, Aleksander Ceferin, è intervenuto sulla questione, intervistato dalla Gazzetta dello Sport:
"Se vinci, gli eroi sono il Ct e i giocatori. Se perdi, il responsabile è il presidente. Non è assolutamente colpa di Gabriele, che è il mio primo vicepresidente ed è molto importante per me. Sarebbe una perdita importante per l'Italia, che forse dovrebbe chiedere ai propri politici il perché da voi ci siano tra le peggiori infrastrutture d'Europa".
A RLT, ha parlato il ministro per lo sport, Andrea Abodi:
"Quale profilo? Auspico un commissario fino alle nuove elezioni, che non devono essere subito perché non risolverebbero niente".
Poi sulla figura di Maldini: "Paolo è una persona meravigliosa e un calciatore fantastico, ma come lui ce ne sono tanti. Ma il prescelto dovrà deciderlo il sistema calcio, questo è il rispetto che vogliamo dare come Governo".
Il ministro ha poi parlato della possibilità di introdurre una novità, che rivoluzionerebbe non poco le rose italiane:
"Ogni squadra dovrebbe schierare almeno quattro giocatori italiani per tutto l'arco della partita. Credo se ne possa parlare anche con l'Unione Europea, magari anche con qualche incentivo economico. Più che una norma deve essere una regola che deve codificare il sistema calcistico".
Allo stesso tempo, l'attenzione è tanta anche in relazione al futuro della panchina azzurra. Ormai sembra certo, Gennaro Gattuso non sarà più il commissario tecnico. Con lui dovrebbero lasciare anche Buffon e Bonucci.
Anche qui, circolano i primi possibili profili: da Conte ad Allegri, passano addirittura per la candidatura di Pep Guardiola (rilanciata da Gazzetta dello Sport). Allenatori di spessore, insomma, per risollevare una Nazionale a pezzi.
Da quanto emerge, la posizione di Gravina è quanto mai in bilico. Se ieri sembrava che il presidente della FIGC potesse riuscire a mantenere la leadership anche questa volta, oggi invece crescono le possibilità di un suo addio.
Di più, perché - come svelato da SkySport - cominciano a circolare già i primi nomi per il post: un Abete-bis (sarebbe un ritorno dopo la parentesi dal 2007 al 2014) e Giovanni Malagò, ex presidente del CONI.
📸 Paolo Bruno - 2025 Getty Images
Direct









































