Vitale esalta Sarri: «Per la Lazio ha fatto i salti mortali. E’ scomodo perché dice le cose come stanno!» | OneFootball

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·1 mai 2026

Vitale esalta Sarri: «Per la Lazio ha fatto i salti mortali. E’ scomodo perché dice le cose come stanno!»

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Pino Vitale ha accenso il dibattito sul futuro del tecnico biancoceleste Maurizio Sarri: l’ex direttore sportivo dell’Empoli ha elogiato il lavoro dell’allenatore

Pino Vitale, ex direttore sportivo dell’Empoli ai tempi di Maurizio Sarri sulla panchina dei toscani, è intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli per parlare proprio dell’attuale allenatore della Lazio. Un intervento che arriva in un momento particolarmente delicato, tra riflessioni sul futuro, accostamenti al Napoli e valutazioni sul percorso del tecnico in biancoceleste. Le sue parolle:

SARRI«Io credo che Sarri sia uno dei migliori in questo momento sulla piazza, ha già fatto benissimo a Napoli. Se fossi stato alla Fiorentina l’anno scorso, avrei preso Sarri: è un allenatore che ti costruisce già la squadra. Non c’è bisogno che vi dica quello che ha fatto a Napoli. Se andasse via Conte non so che rapporti siano rimasti tra lui e il Presidente, perché Sarri è un personaggio scomodo, però è uno della squadra: in campo si vede che la squadra è di Sarri. Sarri non si discute, onestamente è un grande allenatore, poi anche Conte è bravissimo».


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LAZIO«Sarri è andato alla Lazio perché probabilmente non ha trovato altro. Se la Fiorentina lo avesse cercato davvero, lui sarebbe andato lì: secondo me sarebbe stato l’allenatore ideale, perché gli avrebbero fatto fare la squadra, scegliendo i giocatori, e avrebbe fatto giocare bene la squadra. Invece alla Lazio è rimasto un anno in una situazione difficile: non è stato fatto mercato e a gennaio sono stati venduti giocatori senza acquisti. Non c’è bisogno di dirlo a voi, ha fatto i salti mortali ed è riuscito comunque ad arrivare in finale di Coppa Italia. È stato lontano dal vertice perché è un allenatore scomodo nel senso che dice le cose come stanno, non è un ‘signorsì’, ma come fa giocare la squadra lui se ne vedono pochi».

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