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·21 April 2026
Abodi allo scoperto: «Stadi per Euro 2032? 5 o 6 cantieri entro la fine dell’anno. Sulla riforma degli arbitri dico questo»

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Andrea Abodi, Ministro per lo Sport, ha delineato le strategie per il calcio italiano durante l’audizione in Senato. Le sue dichiarazioni.
MILANO E ROMA – «I 3,5 miliardi di investimenti mobilitabili per gli stadi in cantiere, inteso come iter amministrativo, in parte destinati a EURO 2032, partendo da Milano e Roma, sono esclusivamente finanziamenti privati, che rispettiamo profondamente e cerchiamo di agevolare»
TEMPISTICA – «La prospettiva è che 5 o 6 cantieri potrebbero partire alla fine dell’anno o entro l’inizio del prossimo. Mi auguro che il sistema collabori fattivamente e sia coerente con le azioni perché abbiamo bisogno di nuovi stadi e di ammodernare quello che già c’è. Il commissario in questo sarà decisivo». Fatta eccezione per poli ad impulso pubblico come Firenze, le direttive statali restano chiare: «Le uniche risorse pubbliche che metteremo a disposizione sono quelle destinate all’equity che concorre alla chiusura di un quadro economico modificato negli anni. Non abbiamo dato disponibilità a fondo perduto, ma abbiamo messo a disposizione un portafoglio di misure finanziarie che agevolano il quadro economico finanziario»
SERIE A E SCOMMESSE – «Una parte delle scommesse deve essere riconosciuta agli organizzatori. È un tema ineludibile, di cui ne parlo da molti anni. Il diritto alla scommessa è anche il riconoscimento per l’organizzatore dell’evento, qualunque sia lo sport, di non essere escluso dalla catena del valore. Il calcio è il maggior contribuente e la Serie A pesa per il 19%, dai dati ricevute dall’agenzia dei Monopoli. Anche questo è fattore sperequativo».
TRACCIABILITÀ – «Negli altri paesi la scommessa è un fattore di promozione della competizione, per quanto si stia ragionando su una limitazione della pubblicità però tutti si stanno orientando sul riconoscimento della compartecipazione al valore raccolto dagli organizzatori dell’evento. Le scommesse illegali vanno combattute e così come si deve limitare il fenomeno della ludopatia, per questo bisogna lavorare sulla tracciabilità sulle scommesse e recuperare quote di mercato illegale».
RIFORMA ARBITRALE – «Il tema arbitrale è delicato e va affrontato. Non è in discussione l’errore arbitrale, migliorabile nel rapporto tra panchina, campo e VAR, ma il sistema deve recuperare certezze e serenità. Più che dividere io penso che, attraverso una fase di ridefinizione del modello arbitrale, dobbiamo garantire autonomia e trasparenza, ma anche indipendenza. L’arbitro deve essere terzo e indipendente, io voglio arbitri terzi che non devono rispondere a nessuno se non alla loro coscienza».









































