Acquafresca: «Non pensavo che il Cagliari potesse essere risucchiato in zona salvezza. Sulle sfide con Sassuolo e Cremonese…» | OneFootball

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·3 April 2026

Acquafresca: «Non pensavo che il Cagliari potesse essere risucchiato in zona salvezza. Sulle sfide con Sassuolo e Cremonese…»

Gambar artikel:Acquafresca: «Non pensavo che il Cagliari potesse essere risucchiato in zona salvezza. Sulle sfide con Sassuolo e Cremonese…»

Robert Acquafresca, ex attaccante del Cagliari, ha rilasciato delle dichiarazioni sulla situazione della squadra allenata da Fabio Pisacane: le sue parole

Il Cagliari si avvicina a un passaggio delicatissimo della propria stagione con la lotta salvezza ormai entrata nella fase più calda. A fotografare il momento dei rossoblù è stato Robert Acquafresca, ex attaccante della formazione sarda, intervenuto ai microfoni di TMW Radio. Un intervento che ha toccato sia i problemi strutturali del calcio italiano sia la situazione attuale della squadra isolana, chiamata ora a non abbassare la guardia nelle prossime uscite.

Nel corso del suo intervento, Acquafresca ha acceso i riflettori su un tema molto discusso in queste settimane, quello della crescita dei giovani calciatori italiani. L’ex centravanti del Cagliari ha indicato una direzione precisa, puntando il focus su un cambiamento da avviare fin dalle basi del sistema. Le sue parole:


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CAGLIARI – «Non pensavo che il Cagliari potesse essere risucchiato in zona salvezza, perché i punti di vantaggio erano tanti. Alla fine però durante il campionato tutte le cose si equilibrano. Magari ci sono state partite in cui meritava di più, altre meno. Ora serve mantenere alta l’attenzione e la concentrazione per le prossime partite che sono fondamentali contro Sassuolo e Cremonese».

PROBLEMI DEL CALCIO ITALIANO – «C’è bisogno di un cambiamento a partire dai settori giovanili per creare qualcosa per il futuro. E c’è bisogno di tornare alla meritocrazia che purtroppo è andata via via perdendosi. Bisogna ridurre il numero degli stranieri. Lo straniero è ben accetto ovviamente però il numero deve essere limitato per non penalizzare i nostri ragazzi che magari hanno necessità di essere aspettati prima di venire fuori».

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