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·16 Mei 2026
‼️ Aiello: "Ballardini? Pensavamo potesse dare più valore al progetto che alla categoria"

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·16 Mei 2026

È già iniziato il post-Ballardini ad Avellino. A parlare del futuro in panchina ci ha pensato il direttore sportivo Mario Aiello, che ha toccato poi anche altri temi tra cui il mercato. Queste le sue parole, riportate da tuttoavellino.it:

Gabriele Siri / IPA Sport / IPA
"Penso che al di là del progetto Ballardini, esiste un progetto Avellino, che prescinde dalle figure dell’allenatore e del direttore sportivo. Parte dalla storia della società e dall’ambizione. Era giusto immaginare una continuità di lavoro con Ballardini, ma quando non si creano i presupposti si volta pagina e si cercherà di trovare qualche valida figura. Il mister l’abbiamo valutato in pochi giorni, in un ventaglio di scelte risicato. Ora il ventaglio è bello ampio".
CARATTERISTICHE DEL NUOVO TECNICO - "Al di là del discorso tecnico in campo, Ballardini ci ha trasferito tranquillità e affidabilità difficilmente riscontrabili altrove. La sua ambizione? Immaginabile quando è venuto qui a mettersi in gioco dopo due esperienze non positive. Facevo leva e forza sul fatto che questa proprietà gli avrebbe dato continuità e libertà nelle scelte. Pensavamo potesse dare più valore al progetto che alla categoria. Ma non posso fare altro che ringraziarlo, per il grande professionista che è. Faccio tesoro dei 4 mesi vissuti con Ballardini e sicuramente vorremo un professionista che possa portare avanti il progetto, esperto della categoria e fatto bene almeno nel 70-80% dei casi. Il discorso modulo lo terremo in considerazione ma non sarà determinante. Esiste poi un’altra categoria di allenatori a cui poter pensare, come gli allenatori in rampa di lancio, ma in questo ambiente non è facile portare avanti questo discorso, perché ci vuole tempo e pazienza".
DEADLINE E STRUTTURE – "Se ragionassimo solo sugli allenatori liberi al momento, la deadline sarebbe non superiore a una settimana. Ma siccome vogliamo estendere il ventaglio ad allenatori attualmente impegnati, la scelta non arriverà a breve. Magari qualcuno di quelli liberi ci soddisferà e chiuderemo prima. Ma per avere una decisione completa e consapevole è necessario aspettare un po’ di più, nel frattempo programmeremo il ritiro, perché esistono delle linee guida. L’allenatore sarà importante per il discorso mercato, per il modulo che andremo ad adottare e sulla scelta degli uomini a cui affidarsi. Come priorità, sul mercato, è l’aspetto caratteriale del giocatore. Le strutture? La società ha un albergo e un ristorante di proprietà, importante anche sul piano alimentare dei giocatori. Nell’ultimo anno ha investito su una clinica, dotata di strumenti che accelerano il percorso di ripresa di un giocatore. I discorsi stadio e centro sportivo vanno avanti, così come avere a disposizione un campo in erba naturale, tutte situazioni che porteremo avanti a prescindere da chi sarà l’allenatore".
CONTATTI CON ALLENATORI GIA’ CERCATI E PROFILI DI ALTO LIVELLO – "Sicuramente quando abbiamo preso Ballardini c’era qualche allenatore che aveva le qualità giuste per l’Avellino, quindi vanno compresi nel ventaglio delle possibili scelte. E’ chiaro che Ballardini sia stato un colpo di esperienza e anche mediatico. Non penso che il sostituto sarà una diminutio, se dovessi ragionare solo su questo argomento dovrei andare su allenatori con 20 anni di Serie A. Sarà importante avere un allenatore in grado di far crescere i giovani, che non faccia differenze tra under e over. Ci muoveremo su questo fronte, provando sempre a portare dentro un giusto mix di calciatori esperti e altri di prospettiva, come abbiamo già fatto".
PARAGONI CON BALLARDINI – "Chiaro che ci saranno, ma non determina la scelta. Dovremo essere convinti tecnicamente che sia la soluzione giusta, quindi valutiamo anche allenatori che hanno allenato in C quest’anno. Dovremo essere bravi a portare avanti l’ossatura che abbiamo, integrando quegli elementi che ci consentiranno di alzare l’asticella".
DURATA CONTRATTO – "Dipenderà dall’allenatore. Ci sono pro e contro nel fare contratti di un anno o pluriennali. E’ anche giusto guardare la realtà: l’unica continuità è l’Avellino calcio".
BIANCOLINO - "Con lui porto avanti ricordi positivi per l'esperienza in comune fatta assieme, per la crescita avuta. Il contratto che lo lega all'Avellino? Deciderà la società se sciogliere gli accordi fatti in passato. Ci siamo sentiti per parlare a livello personale, ora avremo modo di farlo professionalmente".
CONFUSIONE IN ATTACCO E MANCATA AUTONOMIA SUL MERCATO – "Molti giocatori non hanno rispettato le aspettative che avevamo. Abbiamo avuto giocatori tipo Tutino e Favilli che hanno sofferto per un’operazione chirurgica post-arrivo ad Avellino. Storicamente Favilli ha avuto problemi fisici, ma non a Bari nell’ultima giornata. E proprio il Bari lo avrebbe voluto tenere. E’ partito con noi in ritiro, non ha saltato un allenamento, ha giocato delle amichevoli e poi si è infortunato sul campo ad Atripalda mentre calciava il pallone, subendo il distacco di un tendine. Conviveva con un problema a un tallone, ma è una problematica che consente di giocare a calcio, ci convive anche Elmas del Napoli. Si è operato, le cose sono andate per le lunghe purtroppo.
Tutino? Lui non si è mai infortunato, ha sempre giocato, a novembre scorso si fece male con la Sampdoria ed è rientrato a marzo-aprile. A maggio si è sottoposto a una pulizia alla caviglia, ha svolto le visite mediche con noi, le ha superate, ma aveva ancora dolore, perché un frammento osseo gli creava problemi ed è stato costretto a rioperarsi. D’Andrea si è fatto male in amichevole, Patierno si è fermato per altri motivi. Siamo stati bravi con un intervento mirato, quello di Biasci, che avevamo chiamato già a giugno, e non ci diede disponibilità immediata a venire. Siamo andati su altri profili, tornando poi su un elemento con le sue caratteristiche. E siamo contenti di averlo fatto.
Crespi? Non è mai stato in uscita, ha fatto un ottimo percorso nel girone di andata, tenendo sulle spalle il peso dell’attacco. Però è successo che nelle gerarchie che si erano create, lui non era una priorità. E’ venuto da noi a inizio gennaio e fino a fine mercato ci ha chiesto di andare via per giocare con continuità. Non volevamo mandarlo mia, ma mi sono dovuto adeguare alle sue volontà e alle scelte dell’allenatore. Ma è stata fatta un’operazione di mercato importante, se il Brescia lo riscatterà avremo fatto una plusvalenza, altrimenti lo terremo con noi volentieri.
Lescano non stava giocando, aveva un ingaggio importante e abbiamo deciso di cederlo recuperando l’intera cifra spesa per prenderlo. E’ stato sostituito da Pandolfi, che è stato ritenuto un oggetto misterioso, ma ha alle spalle anni di B, a Cittadella ha fatto 16 gol in due stagioni, numeri buoni per un attaccante di Serie B. Abbiamo pensato di aver preso un attaccante di categoria, rispetto a chi è andato via, che avevano segnato soltanto un gol. Però piano con le critiche, perché quante opportunità ha avuto Pandolfi quest’anno? Pochissime, spezzoni di gara in cui ha avuto delle opportunità per segnare, è vero. Però se ha creato tre palle gol a Catanzaro in pochi minuti, il risultato è importante. Di attaccanti che fanno sfracelli in Serie B non ce ne sono, a parte Pohjanpalo o Esposito l'anno scorso. Calciatori che hanno segnato poco l'anno scorso, hanno segnato tanto quest'anno, come Abiuso e Pecorino. Poi Pandolfi può piacere o meno, ma le opportunità avute sono state poche, non per colpa dell'allenatore sia chiaro, ma perché avevamo un numero elevato di attaccanti".
SGARBI - "Quando lo abbiamo preso giocavamo col 3-5-2 e lui ad Avellino, per necessità, aveva giocato anche da esterno sinistro. Siccome stavamo cedendo Cagnano, che per noi non era un quinto di centrocampo, ma un esterno difensivo. Avevamo Sala e Milani a sinistra, abbiamo pensato che il mister avrebbe potuto avere bisogno di un esterno offensivo, per darci qualcosa in più in determinate partite. Poi siamo passati al 4-3-1-2 ed è andato in concorrenza con tanti altri calciatori in attacco".
CALCIATORI IN SCADENZA – "Per quanto riguarda i rinnovi, sono una priorità assieme alla scelta dell’allenatore e alla definizione del mercato. Con Enrici il discorso è già avviato, per gli altri in scadenza nel 2027 faremo delle valutazioni. Per tutti gli over presi, Insigne, Biasci, Simic e Favilli, abbiamo fatto un ragionamento non andando oltre un contratto con scadenza nel 2027, creando delle condizioni per un rinnovo al 2028 in base alle presenze, come avvenuto con Biasci e Simic, mentre per Insigne e Favilli non è scattato il bonus presenze e sono in scadenza. Aspettiamo l’allenatore e faremo le opportune valutazioni".
BUDGET MERCATO E OBIETTIVI – "Abbiamo avuto un budget di 14 milioni di euro quest’anno. Avremo sempre un budget di livello medio per lavorare nel modo giusto, poi con la crescita, con il lavoro dell’allenatore e con le scelte giuste potremo consentire all’Avellino di fare qualcosa di ancora più importante. L’obiettivo dell’anno prossimo sarà ripetere quanto fatto quest’anno, salvarsi in anticipo e puntare ai playoff. Ma bisogna far crescere il valore dei calciatori di proprietà e migliorare le strutture. Incastrando questi aspetti, si può puntare in alto, come accaduto a Frosinone, che però viene da un percorso duraturo. Stiamo pagando ancora giocatori presi due anni fa, per gli incentivi all’esodo, ma i giovani ci hanno portato minutaggio consentendoci di guadagnare. Quindi l’obiettivo è rifare questo tipo di mercato. Rientreranno nove, dieci giocatori dal prestito, ma molti di questi sono in scadenza. Non siamo spaventati, rispetto alle 38 uscite già effettuate".







































