Allegri e il tarlo legato al 4-3-3: il Milan può davvero giocare con il tridente? | OneFootball

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Milannews24

·8 April 2026

Allegri e il tarlo legato al 4-3-3: il Milan può davvero giocare con il tridente?

Gambar artikel:Allegri e il tarlo legato al 4-3-3: il Milan può davvero giocare con il tridente?

Allegri, in vista delle ultime 7 partite stagionali, deve decidere se virare definitivamente al tridente: cosa filtra

Parlare di sistemi di gioco nel calcio moderno del 2026 rischia di diventare un esercizio quasi anacronistico, specialmente se applicato a un tecnico come Massimiliano Allegri. Per l’allenatore livornese, che da sempre predilige le analogie con l’ippica o il basket, ridurre la complessità di una squadra a una sequenza di cifre è limitante.

Come sottolineato da Sport Mediaset, il Milan ha trovato la sua quadratura nel 3-5-2 di partenza, ma la vera forza della squadra risiede nella sua capacità di essere “camaleontica”, mutando pelle a seconda dell’avversario e dei momenti del match.


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Allegri Milan e lo svantaggio degli automatismi: la lettura di Max

Allegri lavora sulle caratteristiche degli avversari costruendo piani gara chirurgici: si è visto nel derby, con l’attacco alle spalle di Luis Henrique, o contro il Napoli, dove il pressing alto con Nkunku largo ha liberato gli spazi per le incursioni centrali. Tuttavia, questa rinuncia a una “logica ferrea” ha un rovescio della medaglia: quando la squadra non riesce a decifrare la struttura avversaria, mancano quegli automatismi fissi a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà.

La soluzione della difesa a quattro con il tridente resta per Allegri una carta da giocare solo a partita in corso e in modo temporaneo. I motivi sono prettamente tecnici e legati alla condizione dei singoli: dalla scarsa propensione difensiva di un Rafael Leão in crisi, al rischio di sbilanciare un centrocampo dove il playmaker, pur essendo un fuoriclasse come Luka Modrić, ha un’età che impone protezione.

Davanti alle critiche sulla scarsa propensione offensiva, il mantra di Allegri rimane lo stesso: «Chi vuole lo spettacolo vada al circo». Per il tecnico conta l’equilibrio, una filosofia che deve essere accettata tanto nelle vittorie nei derby quanto nelle sconfitte negli scontri diretti.

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