Arthur chiama la Juve: «A Spalletti piace avere un centrocampista organizzatore, potrei adattarmi. A Torino le cose non sono andate bene perché…» | OneFootball

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·20 Maret 2026

Arthur chiama la Juve: «A Spalletti piace avere un centrocampista organizzatore, potrei adattarmi. A Torino le cose non sono andate bene perché…»

Gambar artikel:Arthur chiama la Juve: «A Spalletti piace avere un centrocampista organizzatore, potrei adattarmi. A Torino le cose non sono andate bene perché…»

Arthur chiama la Juventus, indicando di potersi adattare ad un possibile futuro sotto la guida di Spalletti. Vediamo che cosa ha detto

Arthur ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Di seguito le parole del centrocampista brasiliano.


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RITORNO ALLA JUVE«A Luciano piace avere un centrocampista organizzatore, un fulcro della squadra, e a me quel ruolo piace. Pizarro e Lobotka si sono esaltati con Spalletti giocando un calcio basato su possesso palla e intelligenza tattica. Non è assurdo pensare che potrei adattarmi bene. Vedremo»

GREMIO – «Tornare al Gremio, casa mia, è stato incredibile. Mi sento nuovamente integrato nel club e sto giocando con grande fiducia, peccato soltanto per il recente infortunio. Ma la prossima settimana sarò già in campo. Stare vicino alla mia famiglia e ai tifosi che mi hanno visto crescere è una motivazione in più. Mi sto godendo il calcio come non riuscivo da tempo».

ALLA JUVE NON SI E’ VISTO L’ARTHUR DEL BARCELLONA – «Sono arrivato a Torino in un periodo di transizione del club, con molti cambiamenti e probabilmente questo ha influito su tutti, anche su di me. Ho il rimpianto di non aver potuto mostrare quello che sto dimostrando al Gremio. Alla Juventus le cose non sono andate come mi sarei aspettato, però in Italia ho imparato molto».

PENTITO DI AVER LASCIATO IL BARCELLONA – «Ogni esperienza ti insegna qualcosa, se ci penso mi resta un sapore agrodolce. Al Barça mi trovavo bene, non so cosa sarebbe successo se fossi rimasto. La Juventus, però, mi ha permesso di conoscere un altro calcio, un’altra cultura e di crescere come uomo, anche nelle difficoltà. Ho imparato lezioni che forse non avrei appreso se fossi rimasto nella mia zona di comfort a Barcellona».

DA QUALE ALLENATORE DELLA JUVE SI E’ SENTITO TRATTATO PEGGIO – «Nessuno mi ha trattato male, ma alcuni hanno capito meno di altri il mio calcio. Ma non fatemi andare oltre, adesso voglio pensare solamente positivo. Alla Juventus ho anche tanti amici. Alcuni li ho ritrovati in Brasile, per esempio Danilo».

NEYMAR – «Neymar è un giocatore fenomenale e una persona a cui sono affezionato. Se me lo chiedesse, gli direi che la Serie A è un campionato bellissimo in cui potrebbe divertirsi molto e la Juventus un top club con una storia immensa, tifosi esigenti e appassionati. Un’esperienza unica, da prendere al volo. Sono sicuro che la gente accoglierebbe Neymar a braccia aperte. Se Ney me lo chiedesse, gli direi che la Serie A è un campionato bellissimo in cui potrebbe divertirsi molto e la Juventus un top club con una storia immensa».

MESSI E RONALDO – «Ammiro tanto Leo, abbiamo sempre avuto feeling. Il suo calcio fantastico lo conoscono tutti, ma è anche una persona eccezionale. Mi sento un privilegiato: al Barcellona ho giocato con Messi, alla Juventus con Cristiano Ronaldo. Il migliore? Parliamo di due tra i più forti della storia. Leo è magia, ti lascia a bocca aperta col suo talento naturale. Cristiano è lavoro, fame, ambizione, mentalità vincente: spinge se stesso e chi gli sta vicino a superarsi ogni giorno. Mi sento un privilegiato: al Barcellona ho giocato con Messi, alla Juventus con Cristiano Ronaldo. Il migliore? Parliamo di due tra i più forti della storia».

ANEDDOTO AL BARCELLONA – «Non dimenticherò mai il primo giorno. Coutinho mi porta in spiaggia a Castelldefels, troviamo anche Messi e Luis Suarez e ci mettiamo a giocare a footvolley. Non potevo crederci, ero appena arrivato dal Brasile: un sogno, come tutta l’esperienza in blaugrana».

COMPAGNO PIU’ PAZZO – «Vidal. Sempre allegro, a Barcellona faceva scherzi a tutti. Arturo era il dj: metteva la musica nello spogliatoio e poi ballava. Giocatore unico: divertente fuori, ma affamato, competitivo ed esemplare in partita».

YILDIZ – «Kenan è un ragazzo con un talento pazzesco. Quando ha iniziato ad allenarsi con la prima squadra, ci siamo resi subito conto che fosse un ragazzino speciale. Tecnica, visione di gioco, mentalità e soprattutto tanta voglia di imparare, aspetto importantissimo alla sua età».

MONDIALE – «Sto lavorando e giocando al massimo per meritarmi questa opportunità. So che il Brasile ha tanti giocatori di qualità e la concorrenza è altissima, ma visto il livello che sto tenendo al Gremio spero di essere preso in considerazione».

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