Calcio e Finanza
·2 Maret 2026
Atalanta, ricavi in calo ma conti in utile nel primo semestre 2025/26

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·2 Maret 2026

I ricavi da Champions League e dalle plusvalenze continuano a sostenere i conti dell’Atalanta, che ha chiuso i primi sei mesi della stagione 2025/26 con un utile pari a 27,1 milioni di euro, in calo rispetto ai 57,2 milioni di euro registrati nella prima metà della stagione 2024/25. Il tutto senza considerare la qualificazione agli ottavi di Champions e le ulteriore cessioni nel mercato di gennaio (come Lookman), avvenute dopo la chiusura del primo semestre e che spingeranno ulteriormente i conti nella seconda metà della stagione.
Secondo i documenti consultati da Calcio e Finanza, il fatturato della società nerazzurra nei primi sei mesi è stato pari a 175,8 milioni di euro (contro i 207,1 milioni di euro relativi al periodo chiuso al 31 dicembre 2024), mentre i costi sono aumentati passando a quota 134,5 milioni rispetto ai 124,2 milioni del primo semestre precedente.
L’Atalanta nella prima metà della stagione 2025/26 ha registrato 175,8 milioni di euro di ricavi complessivi, rispetto ai 207,1 milioni della stagione precedente.
La gestione dei diritti dei calciatori ha infatti generato ricavi per 68,4 milioni di euro, di cui 57,3 milioni derivanti da plusvalenze legate soprattutto alle cessioni di Mateo Retegui (40,8 milioni) e Matteo Ruggeri (16,2 milioni). Sul fronte dei diritti televisivi, i ricavi complessivi sono stati pari a circa 76,5 milioni di euro, di cui 23,9 milioni dalla Serie A e 52,3 milioni dalla partecipazione alla Champions League.
Questi i ricavi voce per voce:
I costi a bilancio per l’Atalanta sono saliti a 134,5 milioni di euro rispetto ai 124,2 milioni della prima metà della stagione precedente. L’incremento è legato soprattutto alla crescita del costo del personale e degli ammortamenti legati ai calciatori.
Nel dettaglio, i costi del personale hanno raggiunto quota 65,7 milioni di euro (56,8 milioni nel primo semestre 2024/25), includendo anche circa 7,6 milioni legati alla risoluzione dei contratti di membri dello staff tecnico avvenuta nel novembre 2025 (con l’esonero di Ivan Juric). Gli ammortamenti dei diritti pluriennali dei calciatori sono invece saliti a 40,2 milioni di euro rispetto ai 33,2 milioni dell’anno precedente.
Questi i costi voce per voce:
La differenza tra fatturato e costi è stata così pari a circa 41,2 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 82,9 milioni registrati nella prima metà della stagione precedente. Il risultato netto dopo imposte è stato quindi positivo per 27,1 milioni di euro, contro i 57,2 milioni del primo semestre 2024/25.
Il patrimonio netto al 31 dicembre 2025 è pari a 275,6 milioni di euro, in crescita rispetto ai 248,2 milioni del 30 giugno 2025. Sul fronte della liquidità, invece, la disponibilità di cassa è salita in maniera significativa passando da 43,7 a 93 milioni di euro grazie a un flusso di cassa positivo nel periodo. L’indebitamento lordo è pari a 265,3 milioni di euro, rispetto ai 269,6 milioni al 30 giugno 2025: di questi, tuttavia, 143 milioni fanno riferimento a debiti verso società calcistiche, a cui fanno da contraltare crediti sempre da club per 135 milioni.









































