Calcionews24
·14 Juli 2026
Balogun torna a parlare della squalifica revocata ai Mondiali: «Sapevo avrebbe suscitato polemiche, ho percepito nervosismo tra i miei compagni!»

In partnership with
Yahoo sportsCalcionews24
·14 Juli 2026

Il nome di Folarin Balogun continua a far discutere anche fuori dal rettangolo verde. L’attaccante della Nazionale statunitense ha rotto il silenzio ai microfoni della CBS, affrontando per la prima volta lo spinoso caso diplomatico e sportivo che lo ha visto protagonista suo malgrado durante i Mondiali. La vicenda, che ha mescolato geopolitica e giustizia calcistica, ha sollevato enormi interrogativi sulla regolarità delle decisioni della FIFA.
Tutto ha avuto inizio durante la sfida dei sedicesimi di finale tra USA e Bosnia, quando Balogun è stato espulso a seguito di un duro scontro di gioco con Muharemovic. Una decisione arbitrale che il centravanti statunitense contesta tuttora, convinto che quel fallo non fosse assolutamente sanzionabile con il cartellino rosso diretto.
🎧
Ascolta le nostre notizie!
Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.
Il vero colpo di scena è arrivato però nelle ore successive: la squalifica del giocatore è stata parzialmente revocata, tramutandosi in una sospensione con la condizionale. Questo insolito provvedimento ha permesso a Balogun di scendere regolarmente in campo per l’ottavo di finale contro il Belgio. Successivamente, è emerso un clamoroso retroscena politico: il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva telefonato personalmente al numero uno della FIFA, Gianni Infantino, per sollecitare un intervento e “reclamare giustizia” per il calciatore.
Intervistato sull’accaduto, il calciatore ha confessato di aver compreso fin da subito la portata mediatica dell’evento: «Sapevo che la revoca della mia squalifica avrebbe suscitato molte polemiche».
L’attaccante ha poi descritto l’altalena di emozioni vissuta in quelle ore frenetiche all’interno del ritiro statunitense, ammettendo che la notizia ha creato un clima insolito anche con il resto dello spogliatoio: «La mia reazione iniziale è stata di gioia per essere tornato in squadra – ha spiegato l’attaccante – Ma quando ho iniziato a pensarci, ho capito che avrebbe causato molte polemiche. E ho quasi percepito un certo nervosismo tra i miei compagni, perché si trattava di un episodio unico».
Giocare una partita decisiva all’interno di una bufera mediatica di proporzioni globali non è stato affatto semplice per il giovane talento. Il focus sulla cruciale sfida contro il Belgio è stato inevitabilmente disturbato dall’attenzione morbosa dell’opinione pubblica sul caso politico-sportivo.
Il bomber ha concluso il suo sfogo spiegando come abbia vissuto le ore antecedenti al match: «Ho cercato di concentrarmi al meglio mentre ci avvicinavamo alla partita. Ma è stato difficile; c’era molto rumore esterno ed era difficile evitarlo».







































