Zerocinquantuno
·8 Januari 2026
Bologna-Atalanta 0-2: il Tosco l’ha vista così…

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·8 Januari 2026

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Un’Atalanta depotenziata dalle assenze di Scamacca, Lookman, Bellanova, Kossounou e Kolasinac ha dimostrato che serviva solo un po’ di tempo per far emergere quei valori superiori alla sua attuale classifica: dopo aver dominato la Roma (la vittoria di misura non deve trarre in inganno), la Dea è arrivata al Dall’Ara con la consapevolezza della squadra forte e vogliosa di risalire la graduatoria per aggiudicarsi una qualificazione alle coppe europee, cosa che fa più o meno da dieci campionati di fila.
Nel caso specifico, però, non voglio giustificare la opaca prova del Bologna sottolineando solo i valori dell’avversario, cosa che invece avevo fatto esaminando le sconfitte contro Inter e Napoli, che per valori assoluti e per lo stato di forma precario dei felsinei avevano lasciato più di qualche attenuante: l’Atalanta rappresentava un banco di prova complicato ma decisamente meno proibitivo, anche per le assenze di cui sopra e proprio per i valori assoluti, distanti sì ma non incolmabili per il BFC delle ultime stagioni.
Purtroppo ieri sera i rossoblù hanno dimostrato che in questo momento faticano a reggere il confronto atletico e tecnico anche con squadre sulla carta quantomeno alla portata.
A questo punto le disamine tattiche diventano sempre più complicate ,venendo a mancare determinati presupposti, ma tento comunque di analizzare un paio di scelte non condivise almeno dal sottoscritto.
Perché una volta rinunciato ad Orsolini nel secondo tempo di ieri (così come dall’inizio a San Siro), Italiano ha insistito nello schierare Rowe sulla fascia destra, depotenziando di fatto la sua qualità migliore, cioè il tiro col piede destro, lasciando a sinistra Cambiaghi che invece non ha grandi capacità balistiche ma ha qualità per arrivare sul fondo e mettere palloni in mezzo, riuscendoci su ambo le fasce?
E ancora: perché il mister ha scelto di rinunciare ad entrambi quei centrocampisti, Moro e Pobega, che di fatto avevano tenuto in piedi il Bologna nel suo momento migliore (Vigo, per esempio), schierando in coppia due calciatori in evidente difficoltà come Freuler (sulla via del recupero) e Ferguson (in cerca di una forma migliore) proprio contro una mediana così fisica ed energica come quella dell’Atalanta? Non era più logico far giocare almeno uno dei primi due in coppia con Freuler?
Naturalmente sono domande e non critiche, poiché Italiano avrà certamente avuto i suoi buoni motivi per fare queste scelte, ma altro non mi viene in mente dopo una partita in cui la vittoria degli avversari è stata assolutamente meritata e in cui il BFC può giusto appellarsi ad un po’ di sfortuna su alcune situazioni che avrebbero potuto riaprire la gara, ma tramite le quali non mi sento di cercare alibi.
Alibi che non ha cercato nemmeno lo stesso Italiano in conferenza stampa, ammettendo il k.o. e cercando di trovare del buono nella prestazione del secondo tempo, durante il quale effettivamente i rossoblù hanno dato segnali confortanti che fanno ben sperare in vista di Como.
So che oggi il dibattito in città è sulla ricerca dei motivi per cui una squadra che sembrava un orologio ad un certo punto ha smesso di funzionare, ma nel calcio di queste robe ne succedono. Proprio l’Atalanta, targata Reja e già con Sartori direttore sportivo nella stagione in cui il Bologna tornò in Serie A (2015-2016), perse una partita al Dall’Ara 3-0 contro i rossoblù guidati dall’appena subentrato Donadoni, e non vinse più fino alla gara di ritorno a Bergamo: 19 partite senza vittorie!
Quella squadra, che in campionato partì forte, era formata già da alcuni calciatori come Djimsiti, Toloi, De Roon, Freuler, Gomez e altri che nella stagione successiva, con Gasperini in panchina, arrivarono quarti in classifica e fecero partire quel ciclo che pare non essersi ancora concluso nonostante l’addio di numerosi giocatori, di Sartori e infine anche di Gasperini.
Sono i misteri del calcio che rendono incomprensibile e quindi meraviglioso questo sport.
Adesso ognuno avrà la sua ricetta, io purtroppo non ne ho nessuna. E allora non mi resta che aspettare tempi migliori e un calendario più favorevole, elemento che ha certamente influito nella prima parte di stagione: dalla quarta alla decima giornata il Bologna ha incontrato Genoa, Lecce, Pisa, Cagliari, Fiorentina, Torino e Parma, ottenendo 15 punti in 7 partite. Avversari così, tutti in fila, un po’ le cose le spostano.









































