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·21 Januari 2026
Bologna-Celtic, anche gli scozzesi cercano il riscatto: ecco perchè

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Gli avversari del prossimo turno di Europa League del Bologna vogliono risollevare una stagione fin qui amara: un mix di esperienza e giovani prospetti e il ritorno di un allenatore esperto
Vigilia della settima giornata di Europa League, la penultima della fase a campionato. Bologna e Celtic si daranno battaglia al “Dall’Ara” alle 18.45 di giovedì 22 gennaio. I rossoblù sono tredicesimi a -2 dal’ottavo posto che dà accesso diretto agli ottavi di finale, vincere significherebbe scongiurare ogni rischio di eliminazione diretta e darsi il pieno diritto di puntare ad accedere alla fase successiva dalla porta principale. Gli scozzesi occupano la ventiquattresima posizione, l’ultimo tassello disponibile per accedere ai playoff.
Per Italiano è l’occasione di riscattare un periodo opaco, con soli 4 punti in 5 partite nel 2026, una crisi crescente di gioco e la sconfitta casalinga contro la Fiorentina per 2-1. Per Martin O’Neill, alla seconda panchina in stagione sulla squadra di Glasgow, è a tutti gli effetti uno scontro da dentro o fuori: una vittoria consentirebbe ai suoi di rimanere aggrappati al treno dei playoff.
Gli scozzesi non stanno vivendo un periodo particolarmente esaltante, nè all’estero nè in patria: il cammino europeo della squadra più titolata di Scozia è cominciato con un’eliminazione, quella ai preliminari di Champions League per mano del Kairat ai calci di rigore. In Europa League l’avventura è cominciata con un 1-1 a Belgrado contro la Stella Rossa. È seguita la sconfitta casalinga per 2-0 contro il Braga e la vittoria al Celtic Park con il punteggio di 2-1 contro lo Sturm Graz. Sconfitta 3-1 in casa del Midjtsilland, vittoria corsara sul campo del Feyenoord con lo stesso punteggio e tonfo all’Olimpico contro la Roma per 3-0. Gli uomini di Martin O’Neill si presentano a un incontro che li vede sfavoriti e dovranno vincere per cercare di allontanare lo spettro dell’eliminazione dalla competizione.

Dall’eterno Schmeichel a Maeda: le possibili insidie del Celtic di O’Neill Bologna Sport News (Photo by Ian MacNicol/Getty Images via OneFootball)
In campionato i celti condividono il secondo posto con i Rangers, i rivali di sempre, a quota 44. Entrambe inseguono la capolista Heart of Midlotian a 50 punti. A dicembre la squadra ha dovuto dire addio alla Coppa di Lega scozzese, vista la finale persa contro il St Mirren per 3-1.
Finale che, assieme alla sconfitta nell’old firm, il derby contro i Rangers, è costata il posto all’allenatore francese Wilfried Nancy a gennaio e ha portato al ritorno dell’irlandese Martin O’Neill. Sì, ritorno, perchè l’attuale allenatore del Celtic era già subentrato a Brendan Rogers a fine ottobre per poi venire sollevato dall’incarico a inizio dicembre. Nel marasma di allenatori, il Celtic ne ha finora utilizzati ben 3.
Una squadra che potrà contare sul sostegno tra i pali dell’eterno Kasper Schmeichel, classe 1986 figlio di Peter e iconico portiere campione d’Inghilterra con il Leicester. Occhio anche allo scozzese Kieran Tierney, terzino ex Arsenal dalla spiccata predilezione offensiva (in campionato 3 gol e 4 assist). Impossibile citare l’inossidabile bandiera Callum McGregor (oltre 300 presenze) che con le sue geometrie cercherà di rendersi utile alla causa scozzese. A Glasgow si parla anche e decisamente giapponese: occhio a Reo Hatate, centrocampista tuttofare classe 1997 e a Dazen Maeda, guizzante attaccante che vanta già 7 centri e 5 assist in Premiership. Il Bologna può gestire la pratica Celtic, stando attento al suo mix di culture e alle sue bandiere.







































