Bologna-Milan 0-3: il Milan l’ha vista così… | OneFootball

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Zerocinquantuno

·4 Februari 2026

Bologna-Milan 0-3: il Milan l’ha vista così…

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Tempo di Lettura: 2 minuti

Lo smarrimento che attanaglia oggi il mondo Bologna è legato al perché una squadra capace di fare 24 punti nelle prime 12 partite (e qualcosa lo si è anche lasciato per strada) riesca a farne solo 6 nelle restanti 11, il tutto con lo stesso allenatore e lo stesso organico.


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Sì, ok gli infortuni, ma possono alcune assenze far passare una squadra da 2 punti di media a partita a 0,5 per un periodo così lungo? Poco credibile.

E non si può certo incolpare il mercato come fanno alcuni, perché i 2 punti a partita sono stati fatti dalla squadra uscita proprio dal mercato estivo.

E non ci si può neanche attaccare al fatto di aver ‘overperformato’ nelle prime 12 gare perché, al contrario, sul campo di punti se ne potevano fare almeno un paio in più, per esempio a Lecce e a Firenze.

E non si può nemmeno dire di aver avuto un portiere che ha parato tutto e un centravanti che ha sbattuto dentro ogni pallone che passava in area (come la Fiorentina dell’anno scorso con De Gea e Kean): il Bologna ha giocato quei 12  match distribuendo meriti a tutti i componenti.

Infine, non si possono incolpare i troppi impegni in calendario, perché anche nella passata stagione il Bologna ha giocato tanto senza incappare in un crollo così.

Insomma, resta inspiegabile come la stessa squadra e lo stesso allenatore possano passare da 2 punti di media a partita a 0,5!

Immagino che ognuno avrà la propria opinione. Io, invece, non ci sto capendo un bel niente, sono solo molto incuriosito perché a memoria è la prima volta che mi capita di vedere una roba del genere.

Di squadre che giocano prima male e poi meglio – o viceversa – ne abbiamo viste tutti a iosa, quello succede ogni anno un po’ dappertutto, ma una roba così io non la ricordo: se gli attuali 30 punti in classifica fossero arrivati tra alti e bassi sarebbe stato il percorso tipico delle formazioni altalenanti, ma qui siamo davanti ad una situazione straordinaria, cioè fuori dall’ordinario. Si sono proprio piantati, spenti.

I calciatori, troppo spesso dimenticati dalla critica a scapito della dirigenza, della proprietà o dell’allenatore, non possono però continuare – a turno – a fare numeri da manicomio come in fila hanno fatto a Como (Cambiaghi), in casa con la Fiorentina (Holm), a Genova (Skorupski) e ieri contro il Milan (Miranda).

Da parte loro bisognerebbe pretendere maggior attenzione e concentrazione sul campo, e non a parole a Casteldebole o nelle interviste: sarebbe già un primo segnale per ritrovare almeno una certa compattezza che ad oggi sembra smarrita. Senza un paio delle ultime dabbenaggini, infatti, banalmente non avremmo lasciato 2 punti a Como e 3 a Marassi, e questo brutto percorso sarebbe forse meno inspiegabile.

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