Calcionews24
·26 Mei 2026
Boniek «Friedkin concreti. Ora 3-4 rinforzi per alzare il livello»

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Zbigniew Boniek è stato un giocatore della Roma negli anni ‘80, quando il club giallorosso era abituato a frequentare il gotha del calcio europeo. A La Gazzetta dello Sport racconta le impressioni dopo il raggiungimento della qualificazione in Champions League da parte della squadra di Gasperini.
OBIETTIVO CENTRATO «Intanto, è una bella sorpresa, l’indicatore preciso che qualcosa è cambiato, ma è anche un punto di inizio. Perché ora è necessaria una riunione interna per mettere a terra un piano, un programma concreto per rinforzare la squadra. Ci sono tanti giocatori e anche per questo bisognerà fare delle scelte e prendere degli elementi in grado di far fare a questo gruppo un vero salto di qualità. Altrimenti si rischia di non interpretare un ruolo di primissimo piano a questi livelli. Lo abbiamo visto in Europa League quest’anno, e mi pare che la Roma non sia andata oltre un certo punto».
RINFORZI DA FARE «Non sono all’interno del club, non conosco politiche e dinamiche interne. Però Einstein disse una volta che non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La Roma ha una base solida ed è forte, per esserlo di più bisogna studiare accorgimenti mirati. In coincidenza con gli introiti della Champions, servirebbero 3-4 elementi utili alla causa. A volte serve anche un po’ di fortuna, come è stato per l’acquisto di Malen».
DYBALA «Tecnicamente è il migliore della Roma, anche l’anno prossimo però non potrà giocare tutte le partite. Quando sta bene fisicamente è fantastico, ma non sarà sempre così. E andrà gestito».
UN CICLO CON GASPERINI É POSSIBILE «Sì, assolutamente. La speranza è che il club possa puntare a più obiettivi, ad una stagione ad ampio spettro. Una volta si viveva solo per vincere lo scudetto, ora invece si mira di più ad arrivare tra le prime quattro perché le entrate sono tante con la Champions. In Italia, certo, non è facile ripetersi: ci sono Inter, Napoli, Milan, Juve, Como, poi le squadre che vorrebbero tornare a far bene come Atalanta e Fiorentina. C’è rivalità diretta, non basta far quadrare i conti di bilancio».
I FRIEDKIN «Se il club vuole crescere anche il quadro dirigenziale deve essere solido. Ma dobbiamo prendere atto del modo di lavorare dei Friedkin. Loro hanno uno stile e non cambieranno. Danno sicurezza a modo loro, e quando c’è stato bisogno hanno fatto parlare i fatti dando ampia delega a chi lavora per loro. È una questione di fiducia».







































