Inter News 24
·29 Maret 2026
Bosnia Italia, il consiglio di Ventola: «Retegui ha fatto fatica, proporrei la titolarità di Pio Esposito. Ecco perché»

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Nel corso dell’ultima puntata di Viva El Futbol su YouTube, l’ex attaccante Nicola Ventola ha espresso la sua opinione sulle scelte offensive del commissario tecnico Gennaro Gattuso in vista della decisiva finale playoff contro la Bosnia. Secondo Ventola, il reparto avanzato azzurro ha mostrato segnali di stanchezza nella semifinale vinta contro l’Irlanda del Nord, specialmente per quanto riguarda la gestione della palla e l’attacco della profondità. «Riflessione sugli attaccanti: hanno fatto un po’ fatica, soprattutto Retegui non l’ho visto in condizione, faceva fatica a fare movimenti in profondità e a tenere palla, che è il suo forte», ha osservato l’ex centravanti.
Per ovviare a questa mancanza di brillantezza, Ventola ha suggerito una mossa coraggiosa per la sfida di Zenica, puntando sulla freschezza del giovane attaccante di proprietà dell’Inter. «Quindi proporrei a Gattuso Pio Esposito titolare con la Bosnia», ha sentenziato Ventola, convinto che le caratteristiche del classe 2005 possano essere più funzionali per scardinare la difesa bosniaca rispetto a un Retegui apparso opaco. La proposta ha subito acceso il dibattito tra i tifosi, tra chi invoca l’esperienza e chi, come la Brujita Verón o lo stesso Ventola, vede nella gioventù la chiave per superare l’ultimo ostacolo verso il Mondiale 2026.
Le parole di Ventola arrivano in un momento di altissima tensione per gli azzurri, che martedì 31 marzo si giocheranno il ritorno nella rassegna iridata dopo dodici anni di assenza. Gattuso sembra orientato a confermare il blocco che ha superato i nordirlandesi, ma il dubbio in attacco resta vivo. Se Moise Kean appare ormai intoccabile dopo il gol qualificazione, il partner offensivo è l’unico vero rebus: la continuità di Retegui (nonostante la prova incolore) sfida l’ascesa di Pio Esposito, che scalpita per una maglia dal primo minuto in quello che Gattuso ha definito «un Everest da scalare».









































