Juventusnews24
·11 April 2026
Braida si espone sul nuovo presidente FIGC: «Servono idee e uomini di spessore. Questi due nomi sarebbero quelli giusti»

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Il mondo del calcio italiano attraversa una crisi d’identità profonda, e quando il mare è in tempesta, è opportuno ascoltare chi ha navigato e vinto tutto. Uno di questi nomi è certamente quello di Braida, ex dirigente del Milan durante l’epopea d’oro di Silvio Berlusconi, in coppia con l’amministratore delegato Adriano Galliani, oggi è il vicepresidente del Ravenna in Serie C ed è stato intervistato da Il Messaggero Veneto.
Il dirigente friulano, architetto di successi leggendari in rossonero, ha analizzato con lucidità il momento attuale, segnato dal fallimento della Nazionale e dalla necessità di una ristrutturazione totale del sistema. Nel corso della sua chiacchierata ha parlato e affrontato anche l’attuale tema del calcio italiano da riformare, dopo l’ennesima batosta che ha precluso alla nazionale azzurra il Mondiale per la terza volta consecutiva.
Secondo l’attuale vicepresidente del Ravenna, il problema non risiede nella presenza di talenti esteri, quanto nella mancanza di coraggio e strutture per valorizzare i giovani del nostro Paese. Con la consueta schiettezza che contraddistingue la figura di Braida, l’ex dirigente ha puntato il dito sulla formazione dei formatori.
Le parole di Braida: «Nessuno ha la bacchetta magica, il problema del nostro campionato non sono gli stranieri ma i pochi italiani che giocano. Proporrei una scuola per istruttori di calcio permanente, preparando gli insegnanti a istruire gli allievi. Una base indispensabile, costruendo poi accademie e centri di formazione come proposto dal compianto presidente Tavecchio. Servono idee e uomini di spessore, come ha fatto la FIFA che ha acquisito Arsene Wenger. Ex giocatori di alto livello come Paolo Maldini o Alessandro Del Piero sarebbero dei grandi competenti».
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