Bremer, così rischi di diventare un caso: ancora a secco al Mondiale, Ancelotti non lo vede | OneFootball

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Juventusnews24

·25 Juni 2026

Bremer, così rischi di diventare un caso: ancora a secco al Mondiale, Ancelotti non lo vede

Gambar artikel:Bremer, così rischi di diventare un caso: ancora a secco al Mondiale, Ancelotti non lo vede

Bremer resta ai margini del Brasile raccogliendo solo panchine nelle prime tre sfide del Mondiale, Ancelotti per ora non lo vede

Continua il momento difficile per Gleison Bremer nella spedizione mondiale con la maglia del Brasile. Anche nel corso dell’ultima sfida disputata contro la Scozia, il baluardo della Juventus è rimasto a guardare i compagni per tutti i novanta minuti, collezionando l’ennesima ed escludente panchina. Il commissario tecnico Carlo Ancelotti sta dimostrando di avere gerarchie a dir poco scolpite per il cuore della retroguardia, continuando a preferirgli in modo sistematico l’esperienza di Marquinhos e la fisicità di Gabriel. Una scelta tattica ben precisa che di fatto sta azzerando lo spazio a disposizione del forte calciatore bianconero.

La situazione del difensore sta assumendo i contorni di un vero e proprio caso. L’ex giocatore del Torino non è stato impiegato per un solo secondo nemmeno nella sentitissima partita d’esordio contro il Marocco, subendo lo stesso identico trattamento anche nel successivo e più agevole impegno contro Haiti. Nonostante le buone prestazioni messe in mostra nell’ultima stagione con la Juve, il centrale non sembra avere alcuna chance di invertire la rotta all’interno del pacchetto arretrato dei cinque volte campioni del mondo, scivolando sempre più indietro nelle preferenze dello staff tecnico.


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Questo prolungato inutilizzo nella massima competizione calcistica rappresenta una notizia non ideale per il morale del ragazzo, ma viene monitorata con estrema attenzione anche da parte della dirigenza juventina. Bremer sperava di sfruttare la vetrina internazionale per consacrarsi definitivamente anche fuori dai confini italiani. Al momento, invece, il difensore classe 1997 dovrà continuare a lavorare nell’ombra durante le sessioni d’allenamento, sperando che la fase a eliminazione diretta possa regalargli quel debutto mondiale che finora è rimasto un miraggio lontano.

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