Calcionews24
·13 Juni 2026
Bressan: «La Fiorentina non vince da 25 anni, non lo avrei mai pensato. Peccato per Vanoli, è stato eccezionale»

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Sono trascorsi ben venticinque anni da quel lontano 2001, anno in cui la Fiorentina alzò al cielo l’ultimo trofeo della sua gloriosa storia: la Coppa Italia. A riavvolgere il nastro dei ricordi ci ha pensato l’ex centrocampista viola Mauro Bressan, intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per rivivere quelle emozioni indelebili e per analizzare il momento attuale del club gigliato.
Il lungo digiuno viola e l’attesa della piazza
Bressan non ha nascosto il proprio stupore per un’attesa così prolungata: “Sinceramente non avrei mai pensato che la Fiorentina restasse senza trofei per 25 anni”, ha confessato. L’ex giocatore ha però voluto sottolineare la tanta sfortuna che ha perseguitato la squadra nelle recenti finali disputate, pur mancando l’appuntamento con la coppa. Il suo augurio più grande è rivolto a chi popola gli spalti del Franchi: “Nessuno merita di tornare a gioire come i tifosi della Fiorentina. La storia ci insegna che, in ambienti non abituati a trionfare costantemente, una vittoria andrebbe festeggiata non per un singolo giorno, ma per una settimana intera”.
Le notti magiche contro il Parma
Il ricordo della doppia finale di Coppa Italia contro il temibile Parma gialloblù è un’istantanea ancora vivida nella mente di Bressan, che ha ricordato il doppio confronto come fosse un’unica, lunghissima partita:
“Per chi come me non era abituato ad alzare coppe, a differenza di campioni affermati come Torricelli e Di Livio, è stato indimenticabile. Ma la gioia più grande è stata ricevere i complimenti da mio padre, tifoso viola sfegatato fin dagli anni ’50. Essere un giocatore della Fiorentina era già tanto, ma aver alzato un trofeo per lui è stata una felicità indescrivibile.”
L’amarezza per l’esonero di Vanoli
In chiusura, Bressan ha dedicato un pensiero proprio al suo ex compagno ed eroe di quella finale, Paolo Vanoli, commentando le recenti vicende manageriali che lo hanno coinvolto: “Ci sono rimasto molto male per lui, anche se capisco le logiche dei dirigenti. Ha compiuto qualcosa di eccezionale, riuscendo a trasmettere valori di lotta e caparbietà. Sono fermamente convinto che, avendo a disposizione uomini scelti da lui e non in un momento di pura necessità di risultati, avrebbe potuto esprimere un calcio offensivo e con un’identità ben definita. Rimarrà in ogni caso nella storia”.
Langsung


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