Calafiori: «Felice per la Roma in Champions, adesso tocca a me vincerla, è un’occasione unica» | OneFootball

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·28 Mei 2026

Calafiori: «Felice per la Roma in Champions, adesso tocca a me vincerla, è un’occasione unica»

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Riccardo Calafiori, dalla delusione Mondiale alla finale di Champions. «Vincere la Premier era uno dei miei sogni. Ho chiamato subito Gattuso»

Sabato il suo Arsenal, già vincitore dell’ultima Premier League, affronterà il Psg in finale di Champions League. Riccardo Calafiori, difensore italiano, si racconta al Corriere dello Sport.


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LA ROMA «Ho giocato pochissime partite in giallorosso quando ero molto piccolo, un giorno mi piacerebbe tornare. Ma non adesso»

IL TITOLO NEL GIORNO DEL COMPLEANNO «Vincere la Premier era uno dei miei sogni, per com’è andata la stagione è stata una cosa incredibile. Per certi versi è stato meglio vincerla in questo modo».

QUANTO CONTA LA FIDUCIA DI ARTETA LO HA PORTATO A GIOCARE TANTO «Tantissimo. A inizio stagione non me lo aspettavo ma poi quando inizi a prenderci la mano viene tutto più facile».

LE EMOZIONI DELLA FINALE DI CHAMPIONS «Al momento con molta serenità ma la prova del nove sarà salire sull’aereo. Sono opportunità che possono capitare anche una volta sola nella vita, quindi vanno sfruttate al meglio».

IL PROGETTO ARSENAL E LA PAZIENZA IN ITALIA «Sarebbe abbastanza complicato, se non impensabile, che si possa dare così tanto spazio e tempo a un allenatore. Tutto questo l’ha costruito Arteta. Mi hanno detto che prima di lui il club era completamente diverso. Tanto di cappello alla società che lo ha lasciato operare in modo sereno. Spero che sia solo l’inizio».

IL RITORNO IN CHAMPIONS DELLA ROMA «Sono contentissimo per quello che hanno ottenuto. Ho sentito Mancini, Cristante, Pellegrini. Alcuni poi mi hanno anche scritto per il compleanno, quindi abbiamo collegato un po’ il tutto».

IL GAP TRA PREMIER E SERIE A «Sì, la differenza c’è e si vede. Quando sono arrivato sono rimasto scioccato e mi sono detto: “Ma cosa sono venuto a fare qua, non giocherò mai”. La differenza vera che vedo è per come si sviluppa la settimana: con sessanta partite l’anno, l’allenamento è più incentrato sul recupero, per farti arrivare alla partita al meglio possibile. È questa la principale diversità di mentalità».

GATTUSO NUOVO ALLENATORE DELLA LAZIO – Ride. «Ovviamente mi dispiace un po’ per dove è andato ad allenare».

I MONDIALI DA SPETTATORE MANCATO DOPO L’ELIMINAZIONE AZZURRA «È stato un momento molto difficile da affrontare. Giocare tanto con l’Arsenal mi ha aiutato ma sì, non credo di vedere nessuna partita. Sarebbe troppo doloroso».

IL CRAC AZZURRO IN BOSNIA «Per come era cominciata tutto faceva ben sperare, poi ci sono gli episodi… Ma c’è poco da dire, è una partita che dovevi vincere e basta. Spero che in qualche modo possa fare bene a tutti e che si possa ricominciare presto in un’altra maniera. Non so fare un’analisi precisa, però: è l’unica partita che non ho mai rivisto».

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