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·31 Juli 2026
Calcio in lutto: Baresi è scomparso a 66 anni. La carriera della leggenda del Milan e dell’Italia

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·31 Juli 2026

Il calcio piange la scomparsa di Franco Baresi: lo storico capitano e simbolo assoluto del Milan si è spento all’età di 66 anni: ecco le tappe più significative della sua carriera leggendaria.
Il mondo dello sport si stringe attorno alla famiglia di Franco Baresi, scomparso all’età di 66 anni dopo aver lottato contro la malattia. L’AC Milan ha diffuso una nota colma di profonda commozione per salutare colui che ha incarnato la storia e l’essenza stessa del club rossonero, ricordando come il suo esempio e la maglia numero 6 resteranno per sempre impressi nel patrimonio della società. Operato nel 2025 per la rimozione di un nodulo polmonare, lo storico difensore era tornato ad affacciarsi all’affetto dei tifosi ed era stato tra gli ultimi tedofori protagonisti nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Franco Baresi ha legato la quasi totalità della sua vita al Milan, disputando 717 partite ufficiali nell’arco di ventuno stagioni e indossando la fascia da capitano per quindici anni. In maglia rossonera ha conquistato un palmarès straordinario composto da 20 trofei, tra cui sei Scudetti e tre Coppe dei Campioni/Champions League. In Nazionale ha collezionato 81 presenze, laureandosi campione del mondo nel 1982 in Spagna e conquistando l’argento a USA ’94. Il suo valore assoluto lo portò a sfiorare il Pallone d’Oro nel 1989, classificandosi secondo alle spalle del compagno di squadra Marco van Basten.
L’avventura di Franco Baresi con il Milan nasce quasi per caso. Scartato dall’Inter a soli 12 anni per una corporatura ritenuta troppo gracile, il giovane difensore viene notato da Italo Galbiati che decide di portarlo sull’altra sponda di Milano. L’esordio ufficiale in Serie A arriva il 23 aprile 1978 in una trasferta contro il Verona vinta per 2-1, dove Nils Liedholm sceglie di lanciare dal primo minuto quel ragazzino con la maglia numero 6. In breve tempo la critica gli attribuisce due storici soprannomi: quello di “Piscinin”, coniato da Gianni Brera per la minuta stazza fisica, e quello di “Kaiser Franz”, in omaggio a Beckenbauer per l’incredibile eleganza e l’autorevolezza mostrate nel ruolo di libero.

1 Apr 1995: Robertio Baggio (left) of Juventus takes on Franco Baresi (right) of AC Milan during a Serie A match at the San Siro Stadium in Milan, Italy. Juventus won the match 2-0. Mandatory Credit: Allsport UK /Allsport
La consacrazione definitiva arriva già nella stagione 1978-1979, quando Liedholm gli affida la regia della difesa nel ruolo di libero. Baresi gioca 30 partite da titolare inamovibile e trascina i rossoneri alla conquista del decimo scudetto, quello della stella, debuttando contestualmente anche in Coppa UEFA. Nonostante la parentesi buia degli anni successivi, Baresi firma una delle prodezze balistiche più belle della sua carriera il 4 aprile 1982 contro la Roma: uno stop al volo da oltre 30 metri seguito da un sinistro potente dritto all’incrocio dei pali, la rete più spettacolare tra le 33 complessive realizzate con la maglia del Diavolo, ma soprattutto la prima.
L’attaccamento alla maglia viene messo a dura prova all’inizio degli anni ’80, periodo segnato da due retrocessioni in Serie B e da un grave virus che costringe il giocatore a tre mesi e mezzo di stop. Nonostante l’interesse concreto della Juventus, Baresi rifiuta ogni offerta pur di rimanere a Milano. Le soddisfazioni arrivano anche con la Nazionale di Enzo Bearzot: pur senza collezionare presenze durante la spedizione spagnola del 1982 in quanto riserva di Gaetano Scirea, si laurea campione del mondo a soli 22 anni nella notte di Madrid.

Italian goalkeeper Gianluca Pagliuca comforts Italian footballer Franco Baresi after Baresi had failed to convert his penalty in the penalty shootout that followed the FIFA World Cup Final, between Brazil and Italy, at the Rose Bowl in Pasadena, California, 17th July 1994. Brazil won the match 3-2 on penalties after the match ended 0-0. (Photo by Lutz Bongarts/Bongarts/Getty Images)
I vertici della carriera di Baresi arrivano al compimento dei trent’anni, quando da capitano solleva al cielo la prima delle sue tre Coppe dei Campioni nel 1989, superando la Steaua Bucarest per 4-0 a Barcellona. In azzurro, convinto dal CT Arrigo Sacchi a tornare sui suoi passi – aveva lasciato la Nazionale nel 1992 -, guida la difesa fino alla finale del Mondiale di USA ’94 contro il Brasile, macchiata dal famoso e doloroso errore dal dischetto nella sequenza dei rigori finali.
La carriera del capitano si chiude ufficialmente il 28 ottobre 1997 davanti ai 60.000 tifosi di San Siro per la partita d’addio tra il Milan e la selezione All Stars. In quella serata Silvio Berlusconi gli consegna un Pallone d’Oro simbolico per rendere giustizia al secondo posto ottenuto dietro Van Basten nel 1989, mentre la società decide di ritirare per sempre la maglia numero 6.







































