Inter News 24
·11 April 2026
Calhanoglu a La Repubblica: «Ci siamo confrontati: abbiamo il ricordo dell’anno scorso! La squadra è stata costruita bene: Chivu è più empatico di Inzaghi»

In partnership with
Yahoo sportsInter News 24
·11 April 2026

Hakan Calhanoglu è il protagonista di un un’intervista esclusiva rilasciata ai microfoni de La Repubblica, il metronomo dei nerazzurri ha toccato diversi temi caldi, analizzando il suo momento di forma e il legame profondo che lo unisce all’Inter.
GOL CON LA ROMA – «Capisco che Bastoni non riesce a crossare e mi metto in posizione. Zielinski mi vede e me la passa. Controllo che non ci sia nessuno dietro, sposto la palla avanti e calcio. Ma non è stata la mia rete più bella. Il tiro contro il Verona era più angolato»
SVILAR – «A chi lo critica, do un consiglio: provi lui a stare in porta e vediamo se la para. La palla cambia direzione dopo che il portiere ha spostato il peso. È un effetto che cerco, colpendo da sotto»
SQUADRA – «Ci confrontiamo spesso nei momenti importanti. Ci siamo detti che dobbiamo dare tutti di più, prenderci più responsabilità. È ancora vivo il ricordo dello scudetto perso per un punto, non vogliamo che succeda ancora. Dobbiamo continuare così, e chiudere il prima possibile. Giovani? Ci ascoltano. Hanno capito come funziona qui all’Inter. L’asticella è alta, devi dimostrare sempre. È una buona squadra, costruita bene. Dovremo stare attenti e fare il nostro gioco. »
LAUTARO – «Quando non c’è manca, sia perché segna tanto ed è sempre pericoloso, sia per la personalità. Ma in spogliatoio non c’è solo lui, ci sono anche altri con grande esperienza e carisma. Sommer, Akanji, Acerbi»
MIGLIORAMENTI – «Nella gestione del recupero: devo ascoltare il mio corpo, riposarmi quando serve. Fosse per me, mi allenerei sempre, ma non è detto sia una buona idea»
GIOVANI – «Spazio ai giovani? Deve esserci. Se c’è talento, non serve essere grandi e grossi. In Germania, dove sono cresciuto, la pensano così. I vivai italiani non li conosco, non mi pronuncio»
INZAGHI E CHIVU – «Con Simone ho un bellissimo rapporto: mi ha voluto tanto in squadra. Chivu è ancora più empatico, più vicino ai giocatori. Gli interessa come stai fuori dal campo»
SOGNO – «Vincere trofei importanti con l’Inter. Dopo aver perso due finali di Champions, l’obiettivo è quello. Intanto, c’è il Mondiale con la Turchia»
CORO TIFOSI – «Mi carica antissimo. Da straniero è stupendo capire di essere entrato così nel cuore di un popolo. Cerco di ricambiare amore e rispetto dando tutto in campo»
DOPO IL CALCIO – «Più come manager che come allenatore: direttore sportivo, dirigente in federazione o procuratore. Sto già leggendo e studiando per questo»
GIOCATORI TURCHI NATI IN GERMANIA – «Se ci ho mai parlato? Certo. E penso di avere fatto la scelta giusta, seguendo il cuore. Noi ci prepariamo alla Coppa del Mondo per la prima volta dopo 24 anni. Un’emozione enorme, che vivo da capitano. Nella nazionale tedesca di calciatori di origine turca non ce ne saranno»
COMPAGNI ITALIANI FUORI DAL MONDIALE – «Li ho abbracciati. Le parole servono a poco in momenti così. Il vero aiuto viene dalla famiglia, dai figli in particolare.Io ne ho tre: Mi sono tatuato le loro mani sull’avambraccio, vicino alle due stelle vinte con l’Inter. Prima dell’allenamento li porto a scuola, poi vado a prenderli. Cerco di stare con loro il più possibile»
Langsung


Langsung


Langsung





































